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La Biblioteca della Fondazione "Federico Zeri" ospita la più ampia collezione italiana di cataloghi d’asta, composta da circa 37 mila pezzi. Oggi è stata presentato un progetto per la sua catalogazione. La raccolta appartenuta a Federico Zeri comprende cataloghi italiani e stranieri suddivisi per nazionalità e data di vendita. In tutte le sezioni sono presenti in grande numero, a fianco delle principali case d’asta, anche realtà minori e di difficile reperimento.

La collezione
Da una mappatura delle principali istituzioni storico-artistiche e biblioteche italiane e straniere presenti in territorio italiano
è emersa l’assoluta preminenza della collezione di cataloghi d’asta di Zeri.

Tra i nuclei più rilevanti si segnalano: cataloghi inglesi, compresi tra il 1910 e il 1998; francesi, a partire dal 1879; italiani, a partire dal 1880; tedeschi, dal 1879 (con un elevato numero di cataloghi ottocenteschi). Le case d’asta presenti in questa sezione sono principalmente Sotheby’s e Christie’s, ma non mancano pubblicazioni di case di vendita meno note. Segue il nucleo di cataloghi francesi, datati dal 1879 al 1998, relativi a Drouot, Petit, Charpentier, e i volumi di case d’asta italiane, soprattutto Finarte, Semenzato e Pandolfini, dal 1880 al 1998.

A questi si aggiungono i cataloghi di numerosi paesi europei e americani, quali Austria, Svezia, Olanda, Portogallo, Ungheria, Argentina e Stati Uniti, nonché altri nuclei organizzati per tipologia: pittura inglese, disegno, arti decorative, arte moderna.

Oltre tre quarti delle pubblicazioni risalgono al periodo 1960-1998, ma ci sono anche numerosi rarissimi cataloghi della fine dell’Ottocento e di inizio Novecento che testimoniano le grandi dispersioni avvenute nei primi decenni del secolo e che permettono di conoscere la storia di importanti collezioni oggi smembrate.

Il progetto di catalogazione
Come per il resto della Biblioteca Zeri
, i cataloghi d’asta verranno schedati nel catalogo del Polo SBN unificato bolognese per consentire la più ampia ricercabilità.

Al termine della catalogazione, i principali dati degli esemplari descritti verranno riversati in un database specifico, consultabile online dal sito della Fondazione Federico Zeri, che consentirà di ricercare con una formula standardizzata la data, il luogo e il codice dell’asta, secondo quanto avviene nei principali cataloghi internazionali che trattano questa tipologia di materiale.

Inolte, grazie alla ricchezza di dati presenti nel database della Fototeca Zeri, i cataloghi saranno messi in relazione alle fotografie dell’archivio di Zeri, che documentano le opere vendute. Lo studioso riportava infatti sul verso delle fotografie le informazioni relative ai passaggi sul mercato antiquario delle singole opere d’arte. Questi elementi, presenti e ricercabili nel database della Fototeca Zeri, sono facilmente collegabili alla descrizione dei cataloghi d’asta del nuovo catalogo. Così facendo, il sistema integrato di dati tra Fototeca e Biblioteca consentirà di corredare ogni catalogo di un apparato iconografico immediatamente disponibile, aggiungendo nuove e importanti informazioni sui singoli lotti venduti e permettendo la ricostruzione dei percorsi delle opere d’arte.