"Una conferma dell’attenzione che il Governo ha deciso di prestare alla situazione particolarmente grave e preoccupante nella quale versano le università". E' il giudizio espresso all'unanimità dalla Conferenza dei Rettori, riunita in seduta straordinaria dopo l'incontro di ieri (12 settembre) con i Ministri dell'Università e Ricerca e dell'Economia e Finanze.
Nel medesimo tempo, la Crui ha giudicato il documento, approntato dalla Commissione tecnica per la finanza pubblica il 27 luglio scorso ed entrato a far parte integrante del Patto per l’Università, nonché del Libro verde sulla spesa pubblica del Ministero dell’Economia, "un contributo serio e importante".
Soddifazione è stata registrata anche per come, all’interno di una visione complessiva ampiamente condivisibile, sia stata finalmente ed esplicitamente riconosciuta la stortura (vanamente denunciata in tanti anni) in base alla quale gli atenei statali debbono sopportare sui propri bilanci, privi di finanziamenti aggiuntivi, i costi derivanti dagli automatismi degli incrementi stipendiali del personale docente e tecnico-amministrativo. Tutto ciò con perdite di risorse che, accumulandosi nel tempo, hanno determinato una situazione insostenibile, per via di conseguenze sempre più pesanti sullo svolgimento delle funzioni istituzionali di didattica e ricerca, sul necessario miglioramento della qualità dei servizi, su un incisivo reclutamento di giovani di talento, sulla capacità di tenere testa al confronto con gli standard europei.
Rispetto alle proposte avanzate nel documento della Commissione, la Crui auspica, come gli stessi Ministri Mussi e Padoa Schioppa hanno riconosciuto, che la Legge finanziaria 2008 davvero avvii quell’ormai ineludibile azione strutturale, da sviluppare su un numero ben definito di anni, che sia in grado di dare nuovo slancio al sistema universitario, favorendo il ricambio generazionale e un più largo ingresso di giovani ricercatori, insieme assicurando rigore e trasparenza alle modalità di destinazione e di gestione delle risorse, nel rispetto dell’autonomia costituzionalmente garantita, identificando modalità di intervento adeguate ed efficaci sia per le Università statali sia per le Università non statali.
In questa prospettiva la Crui ha dichiarato la propria disponibilità ad aderire ad un Patto per l’Università con il Governo che, per contenuti, tempi di applicazione, impegni pluriennali, corrisponda alle esigenze richiamate. Un Patto che affronti con coerenza, stabilendo le opportune priorità e compatibilità, i problemi della copertura stipendiale, del riequilibrio, della valutazione dell’attività di ricerca e didattica, del finanziamento dell’edilizia, del diritto allo studio, della razionalizzazione della spesa.