Unibo Magazine

Il progetto "Danza" de La Soffitta 2012, curato da Elena Cervellati e intitolato "Prima Persona", si concentra sulla danzatrice, coreografa e performer Simona Bertozzi. Tre spettacoli, un incontro con la protagonista e un laboratorio per gli studenti, dal 2 al 4 maggio ai Laboratori DMS (via Azzo Gardino, 65/a).

Spiega Elena Cervellati: "La scelta, quest’anno, è caduta con naturalezza su Simona Bertozzi, preziosa danzatrice da alcuni anni impegnata pure nell’affermarsi come coreografa dal segno personale e definito, radicata nel territorio bolognese ma capace di frequentare dimensioni decisamente più ampie. I tre momenti in cui si articola il progetto vogliono favorire un avvicinamento alle pratiche e alla poetica dell’artista attraverso diverse vie. Punto di partenza è un approccio alle sue modalità di lavoro sul corpo, grazie a un laboratorio pratico di tre giorni con 24 studenti universitari. Momento privilegiato è poi un incontro, aperto a tutto il pubblico, in cui seguirne le riflessioni e le testimonianze, in dialogo  con alcuni studiosi. Luogo centrale del progetto sono infine le tre serate di spettacolo, che una dopo l’altra attraversano diverse modalità di confronto con la scena, dall’assolo 'Terrestre' (2008), presentato con l’opera di videodanza 'Terrestre, movement in still life', al duetto 'Alea (iacta est)' (2010), fino all'anteprima della creazione per gruppo 'Mimicry'".

Il programma
Mercoledì 2 maggio, alle 21, la Compagnia Nexus presenta lo spettacolo "Terrestre"
. Azione e memoria. "Terrestre" è una figura colta in atto di ri-composizione e evoluzione, reminiscenza, straniamento. All’inizio è un corpo incompleto, instabile, che può rispondere a stimoli ambientali ma con una motricità parziale, quasi imposta. Poi è un corpo che riappare nella sua completezza, "già fatto", e significativo per sostanza emotiva ed esperienziale. Il suo tempo ha una presenza liquida e scandisce il dialogo con il ricordo fuoriuscendo e rientrando per interstizi articolari, tattilità vertebrale, dispiegamento e vibrazione degli arti. È movimento del corpo e della mente che rinnova le immagini per non rimanere chiuso nella storia. L’atto finale è una condizione di sintesi; qui il gesto corporeo si relaziona con lo spazio non più per conoscenza ma per raffigurazione. Incapace di incedere per compenetrazione armonica, il corpo balza, tonfa da uno stato a quello successivo, esasperando lo sforzo fisico e la ricerca di una cristallizzazione della forma. "Terrestre" sembra sostenersi in virtù della sua stessa instabilità. E nella precarietà del suo sostegno trova l’equilibrio.

A seguire, la sera stessa sarà proiettato "Terrestre, movement in still life", un’opera di videodanza nata sul medesimo progetto coreografico dello spettacolo "Terrestre". Nel 2008 ha vinto il premio Videodance Moving Virtual Bodies del Riccione TTV Festival e nel 2009 il premio come migliore produzione indipendente del Coreografo Elettronico. Nel 2010 è stata inclusa nell’ambito del progetto internazionale Intradance di Mosca.

Giovedì 3, alle 11, è previsto un momento di incontro con Simona Bertozzi. L'appuntamento si intotla "Una grammatica del corpo. Intorno a Simona Bertozzi". Assieme alla danzatrice partecipano Elena Cervellati, Massimo Marino, Silvia Mei, Enrico Pitozzi e Giulia Taddeo. L'ingresso è libero.

In serata, alle 21, va invece in scena lo spettacolo "Alea (iacta est)". Tra le quattro categorie ludiche di Roger Caillois, l’"alea" racchiude tutte le tipologie di gioco connesse all’azzardo, alla casualità, all’ineluttabilità della sorte. In "Alea (iacta est)", i due partecipanti si confrontano con il mistero di un indecifrabile destino, scommettendo su una pratica dialogica tra i corpi che si rigenera nel segno della condivisione, dello scambio e della rilettura di sé nell’altro. Dialogano con la superstizione, con l’imprevedibilità della combinazione numerica, secondo uno schema definito di traiettorie dinamiche, ritmiche e figurative, che sublimano le due singolarità nel tratto ritualistico del segno ludico. Come due dadi, i soggetti di "Alea (iacta est)" disegnano lo spazio per deflagrazioni coreografiche e "reiterazione di tentativi". Come il rosso e il nero, come il pari e il dispari, sembrano contrapposti eppure sempre solidali. Assorbiti in una specie di forma iniziatica, nell’incanto delle regole, che di volta in volta ricreano, i due giocatori sono sedotti dal continuo rilancio della posta in gioco. Il loro accordo di vicinanza si serve del dinamismo scomposto della casualità per in-carnare l’esercizio dell’attesa e la solitudine condivisa dell’azzardo e del gioco aleatorio.

Venerdì 4, infine, sempre alle 21, la Compagnia Nexus presenta in anteprima lo spettacolo "Mimicry". Tra le quattro categorie ludiche di Roger Caillois, "Mimicry", termine che indica il mimetismo animale, è quella che include tutti i giochi in cui si evade dalla realtà facendosi altro. Qui il soggetto gioca a credere e a far credere di essere altro, dando corpo alla ragione ludica che il senso stesso della rappresentazione include. In "Mimicry", in-credible, episodio conclusivo del progetto "Homo Ludens", entra in circolo l’aspetto molecolare e organico del gioco del mimetismo, che forgia i corpi e al contempo produce la condizione ambientale necessaria per propiziare la mutazione. Un dialogo tra corpo e paesaggio che i tre giocatori compiono nello sforzo comune, condiviso, a tratti ostinato, di modalità di figurazione corporea, in cui a tutti è richiesto di partecipare al mimetismo dei singoli, divenendo a rotazione attori e paesaggio, iconografia ambientale e disarticolata animalità, tappeto sonoro e ossatura del gesto. L’accordo interno compatta la squadra nella trama delle azioni tra i corpi. Un livello ulteriore di adesione, che sovrasta e contiene la fantasiosa grammatica dei tre giocatori, si occupa invece della struttura, del tempo e  del luogo deputati alla finzione del ludus mimetico. Qui è il gioco della rappresentazione che segna il passaggio da un primo tempo, preparatorio, in cui i tre giocatori si misurano con un’iconografia più scarna di gestualità e azioni dinamiche compiute all’unisono, ad un secondo tempo, dove si compie la finzione, in cui si assiste ad un’incalzante produzione di eventi corporei e migrazione di identità. Qui, entra in ballo il tempo della "recita", ci si passa il testimone della visione. Tutti, con gli occhi fissi, dietro la maschera

Biglietti
L’accesso a ciascuno dei tre spettacoli prevede l'acquisto di un biglietto
(intero 10 euro, ridotto per studenti Unibo 5 euro), in vendita ai Laboratori DMS la sera stessa dalle ore 20. I biglietti sono disponibili anche in prevendita sul circuito vivaticket.it. C'è inoltre la possibilità di acquistare un abbonamento alle tre serate al prezzo di 20 euro (ridotto a 10 euro per gli studenti Unibo).