Per la prima volta viene pubblicata l’edizione integrale degli Adagia di Erasmo da Rotterdam, in lingua latina e accompagnati dalla traduzione in francese. Il testo sarà presentato giovedì prossimo, 12 aprile, alle 18, nella Biblioteca d'arte e di storia di San Giorgio in Poggiale (via Nazario Sauro, 20/2).
L'opera di traduzione è stata portata avanti da un gruppo di studiosi coordinato da Jean-Christophe Saladin. Pubblicata in cinque volumi dalle edizioni Les Belles Lettres di Parigi, l'opera oltre ad avere il testo latino a fronte contiene un apparato di note che chiarisce i passaggi del testo, le censure a cui fu sottoposto, le complesse vicende editoriali e getta luce sulla cultura di Erasmo da Rotterdam, uno dei sommi protagonisti del Rinascimento. In Italia e in Occidente sono uscite sino ad oggi soltanto delle traduzioni parziali degli Adagia.
Assieme al curatore Jean-Christophe Saladin intervengono il rettore dell'Alma Mater Ivano Dionigi e Armando Torno, editorialista de Il Corriere della Sera. Previsto anche un saluto di Fabio Roversi-Monaco, presidente della Fondazione Carisbo.
Gli Adagia
L’opera è una raccolta di proverbi latini e modi di dire filologicamente commentati. La raccolta si amplierà di edizione in edizione: quella del 1505 ne contiene 838, la veneziana di Aldo Manuzio, del 1508 – a partire dalla quale Erasmo comincia a inserire numerose citazioni greche – arrivò a 3260. Nell'ultima edizione del 1536, pubblicata con i tipi dell'editore di Basilea Johan Froben, ve n’erano 4151. Ma non si creda che sia una raccolta di pura erudizione. Erasmo, utilizzando il sapere degli antichi, commentava e fustigava i costumi del suo tempo, le idee, dibatteva su questa o quella scelta. Per questo circolarono edizioni censurate e con nomi prestati. E per questo l'opera fu messa al bando dal Concilio di Trento del 1559.
Chi era Erasmo da Rotterdam
Erasmo da Rotterdam non fu soltanto un colto umanista, ma è un personaggio che ebbe contatti con tutto il mondo dei grandi cambiamenti del Rinascimento. Amico e a volte avversario di Lutero, lavorò per il celebre stampatore Aldo Manuzio (che spesso lo pagò in copie), fu consultato continuamente dal Papa Leone X ed era in grande confidenza con Tommaso Moro. A lui, non a caso, dedicò l’Elogio della Follia. Erasmo è altresì importante per i suoi studi filologici sul testo del Nuovo Testamento e per l’influenza che esercitò su tutta la cultura posteriore. A lui si deve la celebre battuta "Sancte Socrates, ora pro nobis".