Lo scorso 8 ottobre, l’Aula magna del Polo universitario di Rimini ha ospitato una celebrazione di Galileo Galilei. Il grande scienziato iniziò le sue osservazioni astronomiche quattrocento anni fa, nel 1609, e questo 2009 è l'anno mondiale dell'Astronomia. L'evento riminese, uno spettacolo-conferenza condotto dall'astrofico Alberto Righini, era dedicato agli studenti degli ultimi anni delle superiori, che hanno partecipato numerosi riempiendo la sede universitaria.
Il fascino della più antica delle scienze, unita al linguaggio del teatro e della musica, la personalità di Alberto Righini, astrofisico dell’Università di Firenze, hanno dato vita ad uno spettacolo suggestivo: per novanta minuti due attori ed un musicista, il giovane maestro Francesco De Vita, hanno tenuto la scena raccontando la storia di Galileo ed animando il racconto con intermezzi di letture originali e brani di musica dal vivo, composta da Vincenzio Galilei, padre dello scienziato. Sullo sfondo erano proiettate immagini che riproducevano i dipinti significativi di autori dell’epoca (Caravaggio, Pontorno) a testimonianza dell’evoluzione e del fermento delle arti del periodo.
La formazione culturale di Galileo è stato l'aspetto più approfondito. La ricerca, il metodo scientifico, l’applicazione di strumenti matematici e della geometria sono stati alla base delle sue intuizioni e successive verifiche. Tante le difficoltà affrontate dallo scienziato per trovare una collocazione professionale: la società ostile, le raccomandazioni, il clima di oscurantismo scientifico, il contrasto con i poteri forti. La tenacia e il coraggio sono stati fondamentali in ogni passo della sua vita lavorativa. Lo spettacolo-conferenza ha creato l'affresco di un mondo lontano che somiglia al nostro molto più di quanto crediamo, con le stesse contraddizioni, condizionamenti e difficoltà.