Grande successo di pubblico per le serate che, dal 28 aprile al 6 maggio, sono andate in scena all’Accademia delle Belle Arti. A farla da protagonista lo spettacolo, nella fase di start-up di un progetto strategico di Ateneo, ideato da Marco Galignano, pedagogo, autore, regista e attore. Un percorso di ricerca integrata e di scienza dell’educazione che ha avuto come centro il corpo e il suo funzionamento psico-emotivo. La drammaturgia di La Vita è Nuova è un viaggio violento e poetico nel tempo e nello spazio.
"Il progetto di ricerca teorica e di sperimentazione pratica - spiega Galignano - si propone come snodo di cooperazione tra diverse aree scientifico disciplinari: umanistica, motoria e medico-complementare. Basato sulla congiunzione di varie competenze teoriche e pratiche, il progetto trova il suo punto focale nello studio comparato di movimento, voce, suono e linguaggio, avendo come obiettivo, attraverso una sperimentazione empirica, l’integrazione di metodologie di ricerca differenti. La volontà è di sviluppare e definire un rinnovato metodo integrato di formazione psicofisica riguardante l’uso della voce e del corpo secondo ogni possibile sfaccettatura, nell’ambito artistico innanzitutto, ma anche in quello professionale o privato".
Per presentare al pubblico i primi esiti del progetto strategico d'Ateneo è nata una rassegna di spettacolo, dal 28 aprile al 6 maggio, gentilmente ospitata dall'Accademia di Belle Arti (via Belle Arti, 54).
Protagonisti numerosi artisti che gravitano in modi diversi intorno al polo bolognese, all’incrocio con traiettorie europee. Tutto è cominciato martedì 28 aprile con "Luogo in-interrotto", azione improvvisa di corpi, voci, parole, suoni, bagliori e silenzi, eseguita da artisti diversi per formazione ed ambito disciplinare, tra danza, recitazione, canto, visual e acoustic art.
Come scrive Elisa Cuciniello in una recensione (s.o.s.teatro), "riunendo eclettiche competenze e artisti provenienti dai contesti espressivi più disparati Marco Galignano ha dato vita a uno straordinario percorso di ricerca, che parte dalla riappropriazione di un uso cosciente di corpo e voce, per un ripensamento generale del processo creativo e della pedagogia artistica e abilitativa. Ri-formarsi a partire quindi da ciò che ci è più vicino eppure tanto sconosciuto: il corpo, prima macchina della nostra espressività ormai così confusa nello stridolio di ingranaggi artificiali.
Luogo in-interotto è stato il primo momento spettacolare che ha dato visibilità al progetto e nella multiforme varietà delle proposte ha mostrato come il corpo radiografato o riscoperto, ostentato o destrutturato, può diventare un luogo di contaminazione culturale".
Ben dieci le proposte d’arte presenti per la prima serata negli spazi affollatissimi dell’Accademia di Belle Arti.
Giovedì 30 la compagnia di danza italo-belga Giolisu, con Lisa da Boit e Giovanni Scarcella ha messo in scena lo spettacolo "Ultime Exile". Sabato 2 maggio è stata la volta di "Esse", opera musicata per un'attrice, con Gabriela Rusticali e Monica Petracci. A seguire, Bevano Est in concerto. Chiusura martedì 5 e mercoledì 6 maggio con "La Vita è Nuova", lo spettacolo del gruppo più giovane del progetto, gruppo creato appositamente per l’occasione da studenti dell’Università e dell’Accademia di Belle Arti insieme.
La rassegna di spettacolo è stata resa possibile anche grazie al sostegno di Regione Emilia Romagna, Coni Emilia Romagna e Quartiere Santo Stefano del Comune, oltre che dalla collaborazione tra Cus Bologna e i Dipartimenti di Musica e Spettacolo e di Scienze dell’Educazione.