Unibo Magazine


Mercoledì 19 febbraio alle 20,30 all'Auditorium del DAMSLab (Piazzetta Pasolini 5/b, accesso da Via Azzo Gardino 65/a) si terrà un nuovo appuntamento della XXIII edizione di MIA – Musica Insieme in Ateneo. Il concerto vedrà esibirsi come da tradizione l’Ensemble da Camera del Collegium Musicum Almae Matris, diretto dal cagliaritano Roberto Pischedda. Con il titolo “L’Ateneo in musica”, la serata sarà anche un’occasione per celebrare i vent'anni di collaborazione con il Collegium Musicum, Coro e Orchestra ufficiale dell’Università di Bologna, sulle note di Baermann, Brahms e Beethoven. A introdurre il programma sarà Clelia Noviello Tommasino, studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Discipline della Musica.

Dal 1998 Roberto Pischedda dirige il coro “G.B. Martini” e dal 2007 è Direttore stabile dell’Orchestra “Sinfonietta Claudio Monteverdi”, che ha guidato in numerosi concerti collaborando, fra gli altri, con enti prestigiosi quali l'Associazione Mozart Italia. Dal 2013 è maestro preparatore e direttore dell’Orchestra dell'Università di Bologna Collegium Musicum Almae Matris: l’organico conta centinaia di elementi, per la maggior parte studenti universitari sia italiani che stranieri, ma anche ex studenti e dipendenti dell’Università di Bologna. Numerosi i progetti di scambio con le università di altri paesi europei, grazie ai quali il Collegium Musicum ha avuto l’occasione di collaborare con importanti compagini universitarie, tra le quali l’Orchestra dell’Università di Regensburg e la Yale Symphony Orchestra.

Originale come sempre il programma, che ha al suo centro uno dei primi approcci orchestrali del giovane Brahms, l’affascinante "Serenata op. 16", scritta per un organico che fra gli archi non comprende i violini, proprio per evidenziare un registro più grave e impasti timbrici più scuri dell’usuale. Ad incorniciare le atmosfere ora malinconiche, ora giocosamente popolaresche della "Serenata", due partiture costruite sul predominio di un solista: il clarinetto (qui Danilo Campo) nell'"Adagio" di Heinrich Joseph Baermann, brano che sino al 1964 si riteneva composto da Wagner, e il violino (Gabriele Vincenzi) nella celeberrima "Romanza op. 50" di Beethoven.