Indipendentemente dall'emergenza Covid, l'Università di Bologna ha avviato, già da alcuni anni, progetti di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro del personale tecnico-amministrativo. Nel corso dei primi due mesi del 2020, infatti, era stata avviata un’analisi per approfondire l’opportunità di introduzione del Lavoro Agile (o Smart Working) in Ateneo. Poi, in maniera non preventivata e come misura di contrasto alla diffusione del contagio da Covid-19, è stata attivata la modalità del Lavoro Agile Emergenziale (LAE).
Per meglio comprendere e analizzare come sia stata vissuta l'esperienza di LAE in Ateneo, il personale è stato invitato a compilare dei questionari i cui risultati sono stati presentati all'intera comunità e pubblicati sulla intranet di Ateneo. I risultati mostrano come l'esperienza lavorativa svolta da casa sia stata per la maggior parte di chi ha risposto molto positiva, nonostante le prime difficoltà tecniche, il cambiamento repentino, una nuova gestione degli spazi nella propria abitazione e una modalità diversa di comunicare e rapportarsi con responsabili e colleghi. La tecnologia è stata un primo scoglio da superare e l'Ateneo ha sin da subito lavorato per colmare e risolvere le prime difficoltà.
Lo stesso questionario è stato somministrato al personale a distanza di qualche mese (aprile e agosto 2020) e ha fornito dati utili all'amministrazione per comprendere come, con il passare dei mesi, la modalità lavorativa agile sia andata via via migliorando, offrendo al personale maggiori opportunità per la gestione del lavoro, l'autonomia e la concentrazione nel portare avanti le attività. Tra le voci che hanno fornito input positivi all'Ateneo, spiccano l'aumento di fiducia con i propri responsabili, la relazione con i colleghi, la possibilità di gestire meglio la vita privata e ottimizzare i tempi evitando gli spostamenti.