E' in programma per giovedì 18 marzo il primo appuntamento in occasione del centenario della nascita di Federico Zeri (1921-1998). La Fondazione ha, infatti, organizzato una rassegna di eventi per ricordare e valorizzare l'eredità scientifica e intellettuale dello studioso e tra i primi appuntamenti c'è il ciclo di sette conferenze online (su Zoom e Facebook) dedicate a "I Musei di Federico Zeri".
Si parte con "La Galleria Spada a Roma", giovedì 18 marzo alle 17.30, raccontata da Liliana Barroero e Adriana Capriotti. Si prosegue, poi con "La collezione di pittura italiana del Walters Art Museum di Baltimora", giovedì 25 marzo alle17.30, raccontata da Andrea De Marchi e Joaneath Spicer; "La collezione di pittura italiana del Metropolitan Museum di New York", giovedì 15 aprile alle 17.30, raccontata da Andrea Bacchi e Luca Mattedi; "La collezione di mason Perkins di Assisi", giovedì 22 aprile alle 17.30, raccontata da Federico Zeri con un intervento di Giacomo Alberto Calogero; "La collezione Saibene di Milano", giovedì 29 aprile alle 17.30, raccontata da Marco Magnifico; "La galleria di Palazzo Cini a Venezia", giovedì 13 maggio alle 17.30, raccontata da Luca Massimo Barbero e Mauro Natale; "La galleria Pallavicini a Roma", giovedì 20 maggio alle 17.30, raccontata da Francesca Cappelletti.
La catalogazione era per Zeri strumento fondamentale di conoscenza e tutela e una delle necessità che torna in maniera costante lungo tutta la sua carriera è proprio l’attenzione alla salvaguardia del patrimonio artistico. Musei e collezionisti commissionarono allo studioso il catalogo delle loro opere: dai primi cataloghi compilati negli anni Cinquanta per le grandi collezioni fidecommisarie romane, Galleria Spada (1954) e Galleria Pallavicini (1959), a quelli dei dipinti italiani conservati in musei americani, come il Metropolitan di New York (1971-86) e la Walters Art Gallery di Baltimora (1976), modelli insuperati di connoisseurship, fino ai cataloghi di prestigiose raccolte private come quelle di Alberto Saibene, Vittorio Cini e Frederick Mason Perkins.
Maggiori informazioni sul sito della Fondazione Federico Zeri