L’inquinamento derivante dalle emissioni delle caldaie domestiche rappresenta a Ravenna non più dell’1-2% di quello derivante dal traffico veicolare. È questa la stima che deriva dai risultati della tesi di Alessandra Presicce, dal titolo “Le emissioni di inquinanti atmosferici in area urbana da parte degli impianti di riscaldamento: il caso di Ravenna”, discussa il 30 ottobre scorso a conclusione del corso di laurea in Scienze Ambientali. Ora al lavoro della ravennate Alessandra Presicce è stato assegnato il contributo di 500 euro che la Circoscrizione Prima elargisce ogni anno a una tesi meritevole relativa a temi ambientali strettamente legati alla città di Ravenna.
La tesi dalla Presicce, relatore il professor Luigi Bruzzi, docente di “Fondamenti di valutazione di impatto ambientale”, è frutto di una collaborazione fra l’Università di Bologna e l’Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente (Arpa) di Ravenna e si inserisce all’interno di un progetto più ampio commissionato dal Comune di Ravenna ad Arpa inerente lo studio della qualità dell’aria nella città.
Il progetto, finanziato dal Comune e denominato “Ravenna: città del metano”, si propone di realizzare l’inventario delle emissioni che incidono sul comparto atmosferico, di valutare il contributo delle fonti emissive più significative sull’inquinamento globale dell’aria e di predisporre scenari futuri allo scopo di valutare l’efficacia di possibili provvedimenti di risanamento. I fattori di pressione identificati sono l’attività produttiva nell’area industriale e nell’area portuale, il riscaldamento domestico ed il traffico veicolare.
I risultati della tesi di Alessandra Presicce, che aveva lo scopo di quantificare l’impatto sulla qualità dell’aria urbana indotto dal riscaldamento domestico, sono stati presentati nei giorni scorsi nella sala del Consiglio della Prima Circoscrizione, presenti la correlatrice Serena Righi, docente di Prevenzione e Controllo dell’Impatto Ambientale presso il Corso di Laurea in Scienze Ambientali, assieme a Mara Cavallari, presidente, e a Luca Casanova, consigliere della Circoscrizione.
Nella sua tesi Alessandra Presicce ha censito i consumi di oltre 18.000 impianti ubicati nel centro di Ravenna, che rappresentano complessivamente il 69% degli edifici del centro cittadino. Il restante 31% corrisponde prevalentemente ad edifici non riscaldati (servizi, garage, cimitero…) e ad edifici adibiti ad attività industriali, che non sono stati considerati nello studio. Il 99% delle caldaie (17.960) del centro cittadino sono alimentate esclusivamente a metano. Del restante 1%, il 33,1% viene alimentato a gpl (56 caldaie), il 22,5% sia a metano che a gasolio (38), il 23% completamente a gasolio (39), il 19% sia a metano che a gpl (32). Le caldaie ad olio combustibile o ad alimentazione mista olio combustibile metano sono infine molto rare nel centro cittadino, ammontando solo al 2,4% delle caldaie non a metano (4 caldaie). I dati dello studio fanno riferimento al 2005.
In termini energetici, dai dati censiti risulta che il settore del riscaldamento domestico nel centro di Ravenna comporta un consumo energetico complessivo di 868 Gigawatt/ora circa, soddisfatto per il 97% dal metano. L’analisi ha anche confermato che l’olio combustibile è il combustibile a maggior impatto ambientale, mentre il metano e il gpl garantiscono le migliori performance ambientali.
Le mappe di emissione di biossido di azoto e monossido di carbonio mostrano un profilo di diffusione concentrico, con le massime ricadute in corrispondenza del centro urbano. La zona a maggiore ricaduta degli inquinanti emessi dal riscaldamento domestico si estende a ovest di viale Santi Baldini (viale della stazione), comprende la zona pedonale situata intorno a piazza del Popolo, interessando il centro storico della città, dove si ha una maggiore concentrazione di edifici. La dispersione delle polveri sottili e del biossido di zolfo è invece largamente imputabile alla localizzazione delle caldaie a gasolio ed olio combustibile.
Comunque, per tutti gli inquinanti considerati la distribuzione spaziale delle concentrazioni ha un andamento spostato a sud-est e questo dipende dalla direzione prevalente di provenienza dei venti nel periodo autunno/inverno, quando il riscaldamento è acceso (direzioni prevalenti: ovest-nord ovest e nord ovest). In base al confronto con i carichi emissivi calcolati nella tesi di Anna Cavaggion, che usufruì lo scorso anno del contributo dato dalla Circoscrizione Prima, la stima è che il carico emissivo dovuto alle caldaie domestiche rappresenti non più dell'1-2% di quello correlato al traffico veicolare.