Unibo Magazine

"Per una volta ci sentiamo quasi in sintonia con l’onorevole Fabio Garagnani. L’effetto sul nostro ateneo delle misure volute dal governo Berlusconi rischia di essere davvero devastante. Ma questo non certo per via della recente legge Gelmini sulla meritocrazia, che ci troverà coi conti in regola anche per l’anno 2009, bensì dei tagli smisurati imposti dal ministro Giulio Tremonti, che nel 2010 si abbatteranno come una mannaia non solo sull’Alma Mater, ma sull’intero sistema universitario italiano". Così il prorettore vicario Luigi Busetto commenta l’allarme lanciato oggi dal deputato di Forza Italia.

"E’ vero – continua Busetto - che la legge Gelmini limiterà la possibilità di assumere nuovo personale docente ai soli atenei le cui spese fisse di personale non superino il 90 per cento del finanziato statale (FFO), ma si tratta di una soglia che l’ateneo di Bologna, nonostante da anni sia sistematicamente sottofinanziato a vantaggio degli atenei coi conti in rosso, ha sempre rispettato e continuerà a rispettare nel 2009. La previsione di bilancio per l’anno in corso si aggira infatti attorno all’86 per cento. Nessun problema quindi per le assunzioni già programmate, contenute entro il 35 per cento dei pensionamenti, ben al di sotto del limite massimo del 50 per cento previsto dalla legge.

Entrando nel merito di alcune delle questioni più spinose. "Abbiamo troppi docenti? – si chiede Busetto -. Ecco gli ultimi dati: ogni docente ha registrato nell’ultimo anno una media di 132 esami, che è un numero certamente più basso degli studenti che frequentano l’insegnamento. Per capirci: in una facoltà che ha 100 studenti e 10 docenti, ogni docente ha in aula, per la disciplina che insegna, tutti i 100 studenti.

"Troppi docenti a contratto? Ancora una volta si devono verificare i numeri. Le persone che insegnano nell’Ateneo senza essere professori universitari svolgono meno del 20 per cento delle ore complessive di docenza impartite e per fortuna ci permettono di coprire le competenze tecniche e professionali che ci collegano col mondo del lavoro.

"90 milioni di prestiti? Si tratta di aperture di credito per realizzare i grandi progetti edilizi dei prossimi anni che andranno a migliorare le strutture didattiche e di ricerca e a ridurre progressivamente gli attuali affitti.

"Il disastro arriverà piuttosto con la riduzione del 10,5 per cento dell’FFO nel 2010, che non solo rischia di imporci uno sforamento del tetto del 90 per cento, ma addirittura di lasciarci senza più un centesimo da spendere per gli stipendi, il cui ammontare non dipende dall’università ma dallo Stato".