Lunedì 29 Marzo alle ore 21 i Concerti di Musica Insieme proseguono al Teatro Manzoni ospitando uno tra i più famosi quartetti d’archi del mondo: il Lindsay String Quartet, che nel corso della carriera ha eseguito oltre 300 opere e più di 30 composizioni contemporanee, delle quali è dedicatario.
Formatosi circa 40 anni fa, le sue interpretazioni sono profondamente radicate nella tradizione quartettistica europea. A dimostrarlo ecco le interpretazioni di Beethoven e Haydn, considerate uniche per autenticità e acume.
Il loro concerto si aprirà proprio con il Quartetto in re maggiore op. 50 di Franz Joseph Haydn, conosciuto anche come Froschquartett (La rana), poiché nella rapida alternanza con cui nel movimento finale viene suonata la stessa nota, si è potuto riconoscere, appunto, il verso di una rana. Composto nel 1787, il quartetto è costituito da un unico tema, le cui possibilità melodiche e armoniche vengono successivamente sviluppate in dettaglio.
A seguire ascolteremo il Secondo Quartetto di Béla Bartók, composto nel 1917 e caratterizzato da sonorità “barbariche e selvagge”, ricco di glissandi, pizzicati e dell’uso simultaneo di corde libere e corde tastate, ai quali fanno da contrasto le raggelate sonorità del finale, dove il movimento quasi si blocca, in uno stato d’animo di desolazione.
A conclusione di serata, il Quartetto in si bemolle maggiore op. 130 di Ludwig van Beethoven nella sua versione originale, con la Grosse Fuge op. 133 in si bemolle maggiore come finale. È un’opera molto complessa dal punto di vista tecnico e musicale, che presenta problemi di unità poiché i sei movimenti di cui è costituito il quartetto sono molto diversi fra loro, e attraversano un’ampia gamma di emozioni, fino a toccare sentimentalmente le corde più intime ed intense della produzione beethoveniana.