Martedì 14 dicembre, alle 15, presso i Laboratori Dms (via Azzo Gardino, 65/a), è in programma la tavola rotonda "Linguaggi di realtà". Coordina il prof. Gerardo Guccini, intervengono artisti, critici e studiosi, giornalisti: Babilonia Teatri, Mimmo Borrelli, Pietro Floridia, Mario Gelardi, Gigi Gherzi, Massimo Marino, Marco Martinelli, Motus, Cristina Valenti.
I partecipanti alla tavola rotonda sono rappresentativi di importanti esperienze di contaminazione fra le invenzioni del teatro e l’esperienza vissuta del reale: ricordiamo negli ultimi spettacoli di Motus l’uso delle testimonianze registrate e le dichiarazioni personali degli attori; le saghe adolescenziali composte da Marco Martinelli calando negli archetipi narrativi di Jarry giovani di Ravenna, Diol Kadd, Scampia e Chicago; la tenace amalgama di dialetto, luoghi comuni e linguaggio televisivo che caratterizza gli spettacoli della giovane formazione Babilonia Teatri; le tragedie di icastiche sonorità raccolte dal vivo di Mimmo Borrelli; l’opera di denuncia condotta da Gelardi con le drammaturgie di Roberto Saviano.
Cui si aggiungono filoni significativi come le esperienze di "teatro e carcere" e con attori diversamente abili, qui rappresentati dal giornalista e critico Massimo Marino e Cristina Valenti che hanno seguito come studiosi, testimoni e intellettuali militanti, importanti processi teatrali appartenenti a queste tipologie.
Mercoledì 15, alle 21, sempre ai Laboratori Dms, c'è invece l'appuntamento "Il dialetto, un luogo vivo della memoria": incontro con l’attore e drammaturgo napoletano Mimmo Borrelli su "La madre".
"Il testo della Madre - spega Borrelli - è ampiamente ispirato a due fatti di cronaca e ad un mondo, quello di Torregaveta e dei Campi Flegrei, in cui, da sempre, ambiento tutte le mie storie. È un luogo della memoria vivo, che si disperde giorno dopo giorno; come un granchio allo scoglio, mi ci aggrappo di continuo, cercando di non farlo morire, confondendo tra scrittura e scena invenzioni e verità, suggestioni e orrori, infanzia ed epifania, in una continua rivelazione incerta sull’orlo d’un sud sempre più alla deriva".
Attore, cantante, drammaturgo, Mimmo Borrelli dai diciotto anni svolge numerose collaborazioni con le molteplici piccole-grandi realtà del panorama teatrale napoletano. Con "’Nzularchia", nel 2005, vince la 48ª edizione del Premio Riccione per il Teatro. Con "’A sciaveca" vince il Premio Tondelli 2007. Testi che, per la visionarietà delle immagini, la musica del linguaggio - modulata sui dialetti dell’area flegrea - e l’impostazione mitica delle racconto drammatico, fanno di lui una delle voci più forti della nuova drammaturgia italiana.