Che tempo fa domani nel mondo? Le previsioni di Luca Lombroso
Direttamente dalla trasmissione televisiva Che tempo che fa, condotta da Fabio Fazio, in onda il fine settimana alle 20 circa su Rai 3, il meteorologo Luca Lombroso sarà a Bologna per commentare la proiezione di The Day After Tomorrow (2004) di Roland Emmerich.
Luca Lombroso, il prossimo giovedì alle ore 10 presso il Cinema Odeon di via Mascarella 3, sarà ospite dell’appuntamento conclusivo della rassegna Film, Storia, Memoria/12, proprio il giorno in cu sono in programma le manifestazioni per la giornata mondiale di meteorologia. Gli effetti delle variazioni climatiche, purtroppo, sono spesso al centro della cronaca, con fenomeni devastanti quali il recente uragano Katrina. Dibattiti su come prevenire e mitigare tali disastri, sulla mancanza d’acqua, sull’effetto serra, sulla glaciazione appassionano e non c’è dubbio che è cresciuto l’interesse per "Che tempo fa", come recita il titolo della trasmissione di Fabio Fazio su Rai 3, a cui Lombroso prende parte, assieme ad altri esperti di previsioni metereologiche.
Dottor Lombroso, lei commenterà un film The day after tomorrow che parla di un disastro ecologico di grandi proporzioni. Il tema dei disastri è anche quello della giornata mondiale della meteorologia che cade il 23 marzo. Di cosa di tratta?
Il 23 marzo si celebra la giornata meteorologica mondiale, indetta dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO, sito internet www.wmo.ch) che è l'agenzia specializzata dell'ONU che si occupa della meteorologia e fu istituita appunto il 23 marzo del 1950. Quest'anno il tema è di estrema attualità: prevenire e mitigare i disastri naturali. L'uragano Katrina è il classico esempio di un disastro che non si poteva probabilmente evitare ma di cui, con opportune modalità, si potevano limitare i danni, soprattutto per le categorie più povere, più disagiate, lasciate letteralmente abbandonate a se stesse dalle autorità.
Una volta eravamo contenti quando c’era il sole e tristi quando pioveva. Adesso, ci dicono, il sole fa male e la pioggia fa abbassare le polveri sottili, rendendo più respirabile l’aria delle nostre città. Ci toccherà cambiare abitudini?
Mah, dipende dai punti di vista: la percezione del bel tempo o brutto tempo è anche soggettiva, a me piacciono neve e freddo. La neve è benvenuta sulle piste da sci ma temuta su strade e autostrade, ma anche sulle piste forse gli interessi economici vorrebbero neve durante la settimana, meglio di notte e sole nei fine settimana: il problema è la vulnerabilità economica e sociale della nostra società moderna.
E l'acqua? Dovrebbe essere un diritto per tutti, ma è in esaurimento. Qual è lo scenario per i prossimi anni, cosa dobbiamo fare noi delle società più fortunate?
Basti un dato per tutti: mentre abbiamo 1.37 miliardi di km cubi di acqua negli oceani i paesi poveri non hanno a disposizione talvolta, a persona, che quello che noi usiamo in uno scarico di toilette! Questo poi non è altro che, applicato all'acqua, uno dei tanti esempi dello spreco e della diseguale distribuzione delle risorse naturali.
Ma torniamo al tempo. Come giudica il modo in cui i giornalisti ne parlano?
Troppo spesso in modo sbagliato e distorto, se non clamoroso, sia da parte dei "media" che anche da parte dei tanti meteorologi, più o meno improvvisati, più o meno seri: pensi che in Italia vi sono oltre 200 siti di meteorologia e l'utente non sa distinguere quelli seri, affidabili, da quelli improvvisati. E devo dire che anche gli Enti ufficiali contribuiscono a disorientare l'utenza, sparsi in molti enti, nazionali, regionali, locali e senza un minimo di coordinamento nemmeno nel nome dei siti internet, a volte veramente assurdi e complicati. Nel mio libro di prossima uscita, "Il Tempo in Fattoria - guida alle previsioni meteorologiche per la campagna", Edizioni Edagricole ho proprio cercato di indirizzare l'utente specialistico, quale l'agricoltore, alla ricerca e selezione delle fonti di informazione migliori. Mi permetto qui di consigliare due buoni punti di partenza: il sito dell'Osservatorio Geofisico, del Dip. di Ingegneria dei Matetriali e dell'Ambiente dell'Università di Modena e Reggio Emilia di cui ovviamente sono parte in causa diretta, www.ossgeo.unimore.it e il portale www.nimbus.it della Società Meteorologica Italiana Onlus, la più autorevole e seria organizzazione scientifica Italiana nella meteorologia.
Si sente dire già che l'estate sarà di breve durata e non eccessivamente calda. E' una previsione attendibile? E soprattutto... quando arriva la primavera?
Ecco, questo è un altro punto ricorrente, ad ogni stagione: in realtà, allo stato attuale della scienza, le previsioni stagionali pur costituendo un importante esperimento scientifico condotto dai principali centri internazionali, quali l'ECMWF e la NOAA, ed anche la NASA; non sono ancora affidabili per uso operativo. Dobbiamo accontentarci delle comunque importanti previsioni a breve e medio termine, cioè fino a 5-7 giorni, oltre i quali perdono completamente di affidabilità, e delle proiezioni climatiche che mediano le condizioni sul lungo periodo, nel futuro.
E, nella fattispecie, ci attendono ancora giornate umide e piogge irregolari mercoledì e poi venerdì, quindi la speranza di un fine settimana finalmente mite e caldo, veramente primaverile. Nel futuro invece, anche se potessimo cessare immediatamente le emissioni di gas di serra, assisteremo a un riscaldamento del clima con conseguenze anche inaspettate e a sorpresa.
Un'era glaciale come nel film di Emmerich?
Difficile, ma la comunità scientifica si raccomanda di evitare il superamento dei 2°C di riscaldamento medio, oltre i quali gli effetti del cambiamento potrebbero essere veramente pericolosi.