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Ci ha lasciati oggi, all’età di 96 anni, il fisico Antonino Zichichi, figura di spicco nel mondo della scienza. Professore Emerito dell’Università di Bologna, Socio Benedettino dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, fondatore del Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana" di Erice, ha ricoperto numerosi ruoli di rilievo nella comunità scientifica internazionale, tra cui quello di Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), del Centro Studi e Ricerche "Enrico Fermi", della Società Europea di Fisica, della Federazione Mondiale degli Scienziati e del World Laboratory.

Si devono a lui l’idea e la realizzazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN. Fondamentali sono stati anche i suoi contributi e la sua spinta decisiva per la realizzazione di importanti acceleratori di particelle, come LEP al CERN e HERA a DESY. Il suo progetto visionario di un supercollisore per protoni, battezzato ELOISATRON e proposto alla fine degli anni settanta del secolo scorso, ha anticipato di fatto la prima fase del collisore LHC al CERN e prefigura il grande progetto FCC, parte integrante del piano strategico del CERN per i prossimi decenni.

Vero promotore della ricerca sperimentale di avanguardia presso i laboratori di Frascati, del CERN, di DESY e del Gran Sasso, ha ottenuto, con il suo gruppo di collaboratori, fondamentali risultati nel campo della fisica nucleare e subnucleare. Tra questi, la scoperta dell’antideutone (fatto di un antiprotone e di un antineutrone), primo esempio di antimateria nucleare, quella di nuovi fenomeni nel campo della Cromodinamica Quantistica, come l’effetto leading e l’energia effettiva, o quella di una nuova particella barionica molto più pesante del protone, dotata di un numero quantico detto beauty.

Ha inoltre promosso intense attività di ricerca e sviluppo per nuove tecniche di rivelazione di particelle nel quadro del progetto LAA del CERN. In particolare, ha guidato lo sviluppo delle multigap resistive plate chambers, per la misura del tempo di volo delle particelle con precisione da record, dispositivi che costituiscono tuttora il grande apparato TOF dell’esperimento ALICE al collisore LHC del CERN.

Il suo impegno nella diffusione della cultura scientifica a tutto campo è stato notevole, innovativo e di immensa portata, con articoli, interviste, interventi televisivi, seminari in tutta Italia, e non solo, e con numerosi libri per un pubblico di non esperti su grandi temi e personaggi della fisica, a partire dal suo amato Galileo Galilei. Tutti sapevano chi fosse Antonino Zichichi.

La sua leadership nella collaborazione internazionale per lo studio delle emergenze planetarie, a favore di una scienza senza segreti e senza frontiere, lascia un segno indelebile nella comunità scientifica. Il Manifesto di Erice, da lui scritto nel 1982 insieme ai Premi Nobel Paul A. M. Dirac e Piotr Kapitza, costituisce oggi una preziosa eredità per un futuro di pace a fronte delle perduranti minacce di proliferazione nucleare.

Con Antonino Zichichi scompare una figura eminente della scienza contemporanea e un protagonista assoluto della fisica a cavallo tra due secoli. Scompare inoltre un insigne maestro che ha saputo fare scuola, offrendo sempre grandi opportunità a tutti coloro, uomini e donne, giovani e meno giovani, che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui.