E' bello pensare che, se la Magna Charta, la Costituzione delle Università del Mondo, fosse una persona non potrebbe che gradire il regalo che le viene fatto per il suo sedicesimo compleanno. Altri 29 Atenei del mondo approfitteranno della ricorrenza per sottoscrivere il documento che raccoglie i principi fondamentali della università. E mentre gli atenei firmatari salgono così a quasi 500, i festeggiamenti avranno come momento cruciale un dibattito su università e media. L'incontro, aperto a tutti, si terrà nell'Aula Absidale di Santa Lucia (via de' Chiari 25), venerdì 17 settembre.
Per sottolineare e indagare il "comune destino" di Accademia e media, quasi mondi confinanti, prenderanno parte ai lavoro esponenti del mondo universitario e giornalistico. Dopo l'intervento introduttivo del Presidente del Collegium dell'Osservatorio della Magna Charta, Fabio Roversi-Monaco, prenderanno parte alla discussione Umberto Eco e Stefano Folli, direttore del Corriere della Sera. Il là della discussione sarà dato da Roberto Grandi. "Le università e i mass media sono indubbiamente istituzioni differenti - anticipa il pro Rettore - accomunate, però, dal dovere rispondere, entrambe, a una chiara responsabilità sociale che fa riferimento al ruolo che hanno nel disseminare conoscenza e informazione e nell'influenzare i processi di formazione dell'opinione pubblica. Per questa ragione la libertà d'espressione e la libertà accademica sono garantiti nelle Costituzioni europee e dalle leggi promulgate in Europa in questi ultimi anni. L'indipendenza e l'autonomia di queste due istituzioni si devono però confrontare con temi quali: concentrazione, commercializzazione, competizione, attrattività, controllo pubblico, qualità, accountability, governance, sicurezza, ordine sociale. E' dal modo in cui queste due istituzioni sapranno affrontare queste questioni che dipenderà lo sviluppo dei sistemi universitari e dei mass media in futuro".
A concludere la mattinata una tavola rotonda, moderata da Eduardo Marçal Grilo, direttore della Fondazione Gulbenkian ed ex Ministro dell'educazione portoghese. Nel pomeriggio le relazioni di Xavier Mas de Xaxas, giornalista de La Vanguardia di Barcellona, e di Peter Scott, Rettore dell'Università di Kingston upon Thames. La giornata terminerà con un dibattito tra alcuni giovani ricercatori e i membri dell'Osservatorio.
Il giorno successivo, sabato, sarà dedicato alle cerimonie più solenni: l'assegnazione del premio di 10mila euro in memoria di Carmine Alfredo Romanzi al saggio che più compiutamente ha saputo offrire un'interpretazione della Magna Charta Universitatum e dei suoi principi. Dopo la consegna del premio all'australiano Stephen Lay, della Monash University, i rettori di 29 Atenei saranno invitati a firmare la Magna Charta. Provengono in maggioranza di Paesi dell'est Europa: dalla Slovacchia all'Ucraina, dalla Romania alla Lituania, dall'Uzbekistan alla Romania. Ma anche Spagna e Turchia.