Una sinergia tra teatro “umano” e teatro delle marionette. È lo ito ayatsuri ningyō shibai, una delle peculiari tradizioni teatrali del Giappone: in scena un unico attore che manovra a vista tutte le marionette, interpretando, quindi, più ruoli all’interno dello stesso spettacolo. Un’arte performativa che mette in risalto la capacità trasformativa degli interpreti e che vede l’impiego di marionette in contesti imprevedibili che interrogano l’uomo, il corpo e il teatro.
I maestri giapponesi Akuta Masahiko, regista, attore, poeta, drammaturgo, danzatore della scena underground, e Yūri Isshi, interprete e regista magistrale fondatore dell’Edo Ito Ayatsuri Ningyōza, arrivano a Bologna con le loro esperienze artistiche. Ospiti del Centro La Soffitta del Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater, nell’ambito della rassegna La soffitta 2015, andranno in scena mercoledì 28 ottobre, alle 21, nell’Auditorium del Laboratori delle Arti, con lo spettacolo “Manipolando la tradizione e il corpo di artaud”: un dialogo tra l’Edo Ito Ayatsuri Ningyōza e Akuta Isshi, diretto da Masahiko.
Sempre mercoledì 28, nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, è prevista anche la tavola rotonda “Artaud 24 ore. Ancora un giorno (a parlar di teatro) per Artaud”: una riflessione sull’attualità del pensiero artaudiano e sulla sua fortuna in Giappone, a partire dalla proiezione di “Arutō 24jikan”, manifesto-spettacolo andato in scena per la prima volta dopo il triplo disastro (terremoto, tsunami e centrale di Fukushima) nel settembre 2011, e rivisitato nel maggio 2014, nel quale confluiscono tecniche performative che spaziano dalle danze tradizionali alla musica alternativa, dalla videoarte alla recitazione sperimentale.