Unibo Magazine

Un riconoscimento, istituito in ricordo dei risultati raggiunti nel campo dallo scienziato norvegese Fridtjof Nansen, che premia ogni anno gli autori di ricerche particolarmente importanti in oceanografia.  Lo ha ottenuto Nadia Pinardi per aver fondato l’"oceanografia operativa". La professoressa di Scienze Ambientali è infatti responsabile sin dalla sua fondazione negli anni Novanta del Moon (Mediterranean Operational Oceanography Network), che per primo al mondo ha introdotto le "previsioni del tempo del mare", in specifico del Mediterraneo.

La consegna del premio con relativa lezione (medal lecture) è in programma a Vienna tra il 16 e il 20 aprile prossimi.

L’oceanografia operativa è oggi materia di studio presso Scienze Ambientali di Ravenna, dove esiste un corso specifico nell’ambito dell’indirizzo marino della Laurea specialistica in Scienze per l’ambiente e il territorio e opera il laboratorio Sincem che di oceanografia operativa si occupa direttamente e del quale è responsabile la stessa professoressa Pinardi.

«Sono molto onorata per questo riconoscimento – ha commentato Nadia Pinardi – che possiamo definire più che nuovo nel campo dell’oceanografia perché non va a premiare un particolare risultato o una scoperta scientifica, ma la messa a punto di un sistema pratico di monitoraggio del mare. Sistema in grado di fornire dati scientifici di alta qualità ai decisori politici per affrontare il cambiamento climatico, per controllare lo stato di salute del mare, avere il trasporto marittimo più sicuro, ed essere informati tempestivamente di cosa succede alle macchie di petrolio sversato dalle navi, prima che raggiungano le coste.

Sono particolarmente contenta, quindi, perché in campo scientifico non è facile vedere riconosciuti aspetti pratici, essendo privilegiati al contrario quasi sempre quelli teorici.

La Medaglia Nansen premia assieme a me anche una rete di tanti ricercatori che hanno saputo lavorare assieme per raggiungere questo grande traguardo tecnologico; l’oceanografia operativa nel Mediterraneo si basa infatti sulla collaborazione di circa 40 diversi istituti europei e non, può usufruire di consistenti risorse ed è stata sostenuta da grandi progetti di ricerca e sviluppo dell’Unione Europea. E tutto ciò sta dando ottimi risultati».

Le "previsioni del tempo del mare" (temperatura, correnti, salinità etc.) sono nate con circa cinquant’anni di ritardo rispetto alle previsioni del tempo atmosferico che tutti conosciamo. E così come ai propri albori queste ultime si chiamavano "meteorologia operativa", allo stesso modo le prime hanno per nome oggi "oceanografia operativa". A livello mondiale tutto è cominciato quindici anni fa con la costituzione del Moon, un gruppo di scienziati di tutti gli stati dell’Unione Europea e del nord Africa costituito per studiare il modo più efficiente e scientificamente valido per fare la previsione del tempo del mar Mediterraneo.

Il sistema di previsione del tempo messo a punto da Moon si basa su due componenti fondamentali, la prima osservativa, la seconda modellistica. La componente osservativa permette di avere tutto il Mediterraneo sotto controllo sia da satellite che con campionamenti dell’intera colonna d’acqua in tempo reale con strumenti tecnologici particolarmente avanzati. L’osservazione è continua e ad alta risoluzione.

Per quanto riguarda la seconda componente, modelli numerici molto raffinati permettono di immagazzinare le osservazioni esistenti ed estrapolarle tramite leggi fisiche in quelle zone dove osservazioni non ce ne sono. Si produce quindi una stima dello stato presente del mare che permette di fare una previsione nel futuro partendo da condizioni molto realistiche.

Dopo gli anni Novanta, utilizzati per la messa a punto, il sistema di previsioni del Mar Mediterraneo (Mediterranean ocean Forecasting System - Mfs) ha iniziato le attività operative nel gennaio del 2000.

Nuove previsioni valide per dieci giorni vengono emesse quotidianamente grazie al lavoro del gruppo di oceanografia della sezione bolognese dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Ingv, coadiuvato da studenti e ricercatori dell’Università di Ravenna. Il gruppo congiunto dell’Ingv e dell’Università di Bologna è il gruppo di coordinamento del Moon.

Le previsioni, consultabili su Internet all’indirizzo http://www.bo.ingv.it/mfs, sono utili innanzitutto per accrescere la nostra capacità di conoscere lo stato del mare in ogni istante. L’estate scorsa ad esempio il gruppo di lavoro di Ravenna e Bologna ha prodotto una previsione esatta dei movimenti degli idrocarburi versati da una centrale elettrica libanese colpita da aerei israeliani.

Osservazioni e previsioni sono utili inoltre per studiare la salute dell’ecosistema marino e controllare che non degeneri o si ammali. Gli indicatori attuali fanno pensare che il mar Mediterraneo stia cambiando radicalmente. Ciò è dovuto essenzialmente al fatto che i fiumi scaricano sempre meno, perché troppa acqua è usata in agricoltura. Ciò sta già modificando e potrebbe indurre ulteriori cambiamenti della catena trofica, dal fitoplancton in su, con gravi ripercussioni sulla salute del mare e un’ulteriore diminuzione della pesca. Il pescato già da qualche tempo è in calo ma non è possibile ancora sapere se tale diminuzione dipenda dalle modificazioni della catena trofica o da uno sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche.

Oggi esistono altri sistemi di previsione simili a quello sviluppato nel Mediterraneo ad esempio nel Baltico, nell’Artico e nel Mare del Nord, ma tutti a minor complessità.

Per quanto riguarda l’affidabilità delle previsioni emesse, essa è controllata in continuazione a partire dal 2003. I risultati si possono già considerare buoni, in alcuni casi ottimi, a livello internazionale, ma il sistema è in continuo miglioramento.