Come hanno insengnato filosofi e storici di ogni epoca, Mediterraneo non è solamente il nome di un mare, ma molto di più. Quel piccolo "arcipelago" è stato e continua a essere un importante snodo di passaggio tra etnie, merci, simboli, culture, tradizioni. E proprio a questo mondo, al "mondo mediterraneo", è dedicato Meditaeuropa - Festival delle Culture del Mediterraneo, in programma a Ravenna dal 2 al 10 maggio. Un festival nato dall'attività dell'Associazione Meditaeuropa, con la partecipazione del Comune di Ravenna, come occasione per riflettere senza pregiudizi del rapporto Oriente-Occidente.
Reduce dal successo dell'anno scorso, la manifestazione si snoderà attraverso mostre fotografiche, spettacoli teatrali, concerti, proiezioni, incontri letterari, laboratori didattici per bambini, spettacoli di danza, mostre di fumetti. Un progamma variegato che permetterà al pubblico di percepire il mondo mediterraneo non come una frontiera che divide, ma come una prolifica area di cooperazione. Le vicende - politiche, culturali, economiche - che hanno abitato il "mare nostrum" e che ancora lo modificano e portano a ripensarlo, saranno raccontate dai linguaggi più diversi, tra i quali la fotografia, la musica, la letteratura, il teatro. Linguaggi che narreranno le storie passate come quelle contemporanee, la vita quotidiana come il racconto storico.
Le giornate dal 2 al 10 maggio saranno scandite in diversi momenti: la mattina, oltre alle conferenze nelle scuole locali, sono previste alcune lezioni magistrali presso la Biblioteca Classense, in cui si affronterà il difficile tema dello sguardo occidentale verso il mondo orientale. Dalle 18 alle 21, presso la Chiesa di S.Domenico, alcune personalità - tra le tante Gian Mario Anselmi, Sigmund Ginzsberg - dialogheranno sula "dimensione mediterranea del vivere" declinata per temi diversi.
Ma gli appuntamenti che mirano a coinvolgere un pubblico più vasto saranno gli spettacoli, da quest'anno più numerosi. Martedì 6, Massimo Carlotto narrerà la storia dei suoi "pirati e corsari di ieri e di oggi dei Cristiani di Halla", in una performance letteraria-musicale. Mercoledì 7, è in programma invece la performance Techno-sufi, uno sguardo sulla musica e il misticismo, in cui le strade che portano all'estasi verranno evocate attraverso molteplici canali: la musica elettronica, il repertorio letterario tradizionale e contemporaneo e un flauto, il ney. Martedi 8, ancora intrecci squisitamente sonori, fra musica medievale e musica etnica, balcanica e del vicino Oriente, per il concerto dei "Musica Officinalis". Sarà invece la danza d'autore la protagonsita del 9 maggio: la compagnia marocchina Anania presenterà uno spettacolo a due per rimarcare un'impossibilità, ma allo stesso tempo la possibilità di superare le frontiere. La danza diventerà quindi metafora, un insieme di "gesti che ci raccontano d e mondi che si dividono ma si ascoltano". Tutti gli spettacoli avrano inizio alle ore 21, presso lo spazio Almagià.
Verrà dato spazio anche alle mostre, quest'anno dedicate al collezionista Predrag Matvejevic. "Modest. Donne in MedioOriente" della fotogiornalista Alexandra Boulat (dal 2 al 17 maggio, Chiesa di San Domenico). Dal 3 fino alla fine della manifestazione, alla Galleria Mirada, la mostra di fumetti dell'autore Aleksandar Zograf: del fumettista ormai molto noto nel nostro paese è "Lettere dalla Serbia - Diario di un fumettista sotto le bombe". Inoltre, agli Ex Asili di via Tombesi Dall'Ova saranno esposte le foto selezionate al concorso fotografico "Tracciati urbani adriatici".
Il Festival è realizzato con il patrocinio di: Parlamento Europeo, Ministero degli Affari Esteri, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna.