Unibo Magazine

Si è tenuta la settimana scorsa presso il CASY (Center for Research on Complex Automated Systems) la riunione di kick-off del progetto strategico MEDROB "Applicazioni di Meccatronica e Robotica in Medicina", cofinanziato dall’Ateneo con fondi e.f. 2005. all’incontro erano presenti tutti i responsabili dei vari gruppi interessati alla ricerca: Prof. Claudio Melchiorri, Prof. Claudio Bonivento (DEIS, Dipartimento di Elettronica Informatica e Sistemistica), Prof. Gabriele Vassura (DIEM, Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni Meccaniche, Nucleari, Aeronautiche e di Metallurgia), Prof. Francesco Minni, Dott. Nicola Marrano, Prof. Giovanni Carlo Modugno (Dipartimento di Scienze Chirurgiche ed Anestesiologiche).

Il progetto MEDROB, di natura fortemente interdisciplinare, nasce come proposta di ricercatori delle aree ingegneristiche (ING-INF/04, ING-IND-14) e mediche (MED/18, MED/31, MED/32) con l’obiettivo di utilizzare innovative tecnologie robotiche, meccaniche, informatiche e controllistiche per  lo sviluppo di nuove apparecchiature che possano consentire riduzioni dei tempi di degenza per i pazienti, l’addestramento di personale specializzato, un miglioramento delle condizioni e metodologie con cui i pazienti sono visitati e gestiti nelle procedure ospedaliere.

In particolare, la ricerca si svilupperà lungo tre filoni principali, con una stretta collaborazione tra le varie componenti tecnico-scientifiche. La prima linea di ricerca riguarda lo sviluppo di interfacce, basate su tecniche di realtà virtuale e dispositivi haptic, per l'addestramento e la formazione di personale medico/chirurgico per operazioni in laparoscopia. La seconda riguarda il progetto e sviluppo di dispositivi robotici per il trattamento della labirintolitiasi nel campo otorino-laringoiatrico. La terza linea di ricerca è quella dei dispositivi haptic per l'ausilio a persone disabili, con particolare riferimento a non vedenti.

La proposta prevede due fasi. La prima, della durata di due anni, sarà dedicata ad un approfondito completamento della ricerca sullo stato dell'arte; verranno inoltre delineati e realizzati alcuni prototipi di attrezzature robotiche per gli scopi previsti e verranno avviati contatti e collaborazioni anche con altri partner, scientifici ma anche industriali, interessati a queste attività, Nella seconda fase, pure di due anni, si lavorerà al perfezionamento e alla ingegnerizzazione di quanto realizzato nel primo periodo; si rafforzeranno le collaborazioni scientifiche ed industriali. Si intende che dopo queste due prime fasi, la ricerca potrà avere raggiunto un grado di autonomia tale da potere essere autofinanziata, mediante per esempio la creazione di spin-off e/o il deposito di brevetti.

Nonostante il progetto abbia visto la luce solo molto di recente, i ricercatori coinvolti avevano da tempo iniziato alcune collaborazioni che hanno già portato alla realizzazione di alcuni prototipi preliminari oggetto di studio e verifiche.