Unibo Magazine

Una prima nazionale animerà il giardino del Palazzo Hercolani Bonora, in via Santo Stefano 30, venerdì 21 luglio alle 21,30  in memoria di Luisa Fanti Melloni, benefattrice dell’Ateneo. "Un gesto straordinario e unico – ha ricordato il Magnifico Rettore Pier Ugo Calzolari – quello della signora che ha voluto donare all’Ateneo gran parte del suo patrimonio". "Grazie alla sua donazione  e al rispetto delle sue volontà testamentarie – ha proseguito Calzolari – l’Ateneo porta avanti importanti macro progetti di ricerca medica sulle malattie cardiovascolari".

Università e Fondazione Fanti Melloni (nata nel 2003 a seguito del lascito) ogni anno celebrano il generoso gesto della Signora Melloni dando vita ad un evento. Quest’anno l’ispirazione viene da Morzart, di cui si celebrano i 250 anni dalla nascita. "Dalla lettura del testo biografico di Paolina Leopardi è nata una piece teatrale a cura di Vincenzo De Vivo, con musiche di Lorenzo Ferrero che rielabora temi e composizioni mozartiani, tra cui i Lieder, le canzoni destinate all’ambito più intimo del compositore"-  anticipa il Direttore del Centro della Voce Lino Britto.  Ad eseguirle il soprano Jeanette Roeck, la violinista Lucia Ronchini, il violoncellista Massimo Tannoia, il pianista Giacomo Ronchini e il clarinettista Luca Lucchetta.

A metà dell’Ottocento Paolina Leopardi, sorella del poeta di Recanati, scrisse una biografia di Mozart per donarla, in occasione delle nozze, ad una fanciulla bolognese. E a Bologna venne stampato il volume "Mozart a Recanati", ispirato a Stendhal ma anche ad altri biografi del compositore salisburghese  non ancora tradotti in italiano.

Già, perché "mica c’erano le liste di nozze all’epoca", scherza subito Cinzia Leone. Sarà proprio l’attrice, nota al pubblico televisivo e teatrale per la sua graffiante comicità, a portare in scena, o meglio in giardino, la piece teatrale nata da quel testo.

E le vite di Morzart e di Paolina si sfiorano e si toccano quando lei parla del padre autoritario di Morzart che sembra essere il suo. Ad animare un giardino del 1837 ci ha pensato il regista Michal Znaniecki (suo l’Ascanio in Alba, del Comunale) trasformandolo in un accogliente salotto letterario. Qui Paolina ripercorrerà i testi del suo scritto su Mozart e non mancherà di farvi irrompere i propri sentimenti. Col suo abito da sposa (al debutto come costumista Gianni Calignano, stilista salentino che in questi giorni sfila a Roma, all’Auditorium di Renzo Piano) Paolina è la protagonista della serata: legge, racconta, e chiama in causa il pubblico. Lo fa tirando fuori tutta la sua "paura di non esistere", "di non lasciare un senso del proprio passaggio". Lo fa confrontandosi con il rumore del presente, con lo scorrere incessante delle cose. Perché dice Cinzia Leone: "è un po’ così che bisogna fare con la cultura: non si può continuare a proteggerla in maniera narcisistica. E il teatro può, anzi deve, essere un luogo di ricognizione più che di esibizione".

Lo spettacolo è gratuito ad invito e i biglietti possono essere ritirati (giovedì 20 dalle 14.30 alle 16.30 e venerdì 21 dalle 9.00 alle 12.30) presso l’Urp di Largo Trombetti, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Dopo l’anteprima bolognese il Centro della Voce dell’Università e la Fondazione Pergolesi Spontini presenteranno la piece durante il festival che si svolgerà nel Teatro Pergolesi di Jesi il prossimo 9 settembre.