Unibo Magazine

Il premio Nobel Dario Fo, nell'Aula Magna di Santa Lucia a presentare il libro "Il mondo secondo Fo. Conversazione con Giuseppina Manin" (giovedì 12, ore 17,30),  l'anteprima del documentario di Spike Lee "When the levees broke: a requiem in four acts" che racconta le distruzioni dell'Uragano Katrina (giovedì 12, ore 20,30 - prenotazione consigliata), "Journey to Darfur", documentario di George Clooney, girato assieme a suo padre Nick nel corso di un viaggio nella regione africana (domenica 15, ore 22,30), il film di Michael Winterbottom "Road to Guantanamo", presentato dall'ex detenuto nella prigione statunitense Rhuhel Ahmed per la campagna in favore della chiusura della base portata avanti da Amnesty International (venerdì 13, ore 22,30). E poi pellicole che riprendono le musiche di Fela Kuti e di Youssou N'Dour come strumento di resistenza, protesta e libertà per le popolazioni oppresse, una retrospettiva su emigrazioni e colonialismi degli italiani, una mostra fotografica a Palazzo d'Accursio aperta dal 6 aprile e una festa di chiusura al Link, venerdì 20, con concerti reggae, dj set dance hall e incasso devoluto ad azioni di musica per i diritti umani.

Human Rights Nights, festival internazionale di cinema ed arti dedicato ai diritti umani, raggiunge quest'anno la sua settima edizione. La prima, nel lontano 2001, era costruita su due giornate e un cartellone di sei film; oggi le pellicole da presentare sono decine e il programma è ampliato da anteprime, mostre, dibattiti, ospiti, eventi speciali. Una crescita organizzativa e d'impegno, portata avanti da Comune, Cineteca, Università di Bologna e Center for Constitutional Studies and Democratic Development (CCSDD), che rispecchia in pieno il forte e montante interesse del pubblico per queste preziose tematiche.

"Questo festival", spiega il Pro Rettore alle Relazioni Internazionali Roberto Grandi, "ha il merito di affrontare temi fondamentali come quelli dei diritti umani mostrandoli attraverso il mezzo espressivo del cinema, cioè da un punto di vista spettacolare. C'è quindi sia il momento espressivo che il momento della riflessione, ovvero i componenti di ogni vero prodotto culturale".

Dal 12 al 20 aprile, allora, gli schermi del Cinema Lumière vedranno proiettati corti e lungometraggi provenienti da ogni parte del mondo, racconti e documentari che attraverso immagini chiare, moderne e prodotte, oppure sgranate e rubate dalle strade e dalle città di altri continenti,  mostrano le infinite sfaccettature di popoli in movimento e culture differenti, di "Migrazioni e diversità", il tema centrale dell'edizione di quest'anno.

"I numeri su diversità e immigrazione non possono che giustificare l'impegno dell'Amministrazione Comunale per questo festival", dice Benedetto Zacchiroli dell'Ufficio Relazioni e Progetti Internazionali del Comune di Bologna. "I cittadini stranieri residenti a bologna sono 30000,  l'8% della popolazione e questi dati si riferiscono unicamente agli stranieri in regola. Rispetto a questa nuova situazione, la città deve imparare non solo a convivere, ma a vivere. Questo Festival ci aiuta allora a comprendere come vivere con altre persone, con cittadini provenienti da altre parti del mondo".

Anche Gianluca Farinelli, Direttore della Cineteca, sottolinea il rapporto tra il tema "Migrazioni e diversità" e i mutamenti in atto nella popolazione cittadina. "Bologna", dice, "sta vivendo una forte trasformazione, che avviene però in silenzio, un silenzio assordante che questo Festival vuole spezzare. Human Rights Nights ha il grande pregio di mostrare opere che per il 90% non sono visibili altrimenti nelle sale italiane. E inoltre, uscendo dalla dimensione unicamente cinematografica e includendo anche teatro, fotografia, dibattiti, costruisce un rapporto importante, complesso e solido con l'intero mondo della creatività".

Farinelli sottolinea poi la volontà da parte di Festival di sfruttare  il più possibile, sostenuto da un pubblico sempre attento e sempre più numeroso (sono stati 8000 i partecipanti della scorsa edizione), i margini di crescita e di diffusione territoriale. Come avvenuto già negli ultimi anni, infatti, Human Rights Nights sarà anche a Forlì, dal 18 al 20 aprile, con dibattiti e proiezioni che saranno incentrati su tre focus tematici: Acqua preziosa, Azzurro e rosa, Medio Oriente.

Ma, pur sostenuto da un fondamentale lavoro di volontariato, l'organizzazione del Festival non è certo esente da costi e sforzi finanziari. E le difficoltà economiche rischiano di minare l'integrità e l'efficacia di un'iniziativa tanto importante e seguita. Da qui l'auspicio del Pro Rettore Grandi per l'interessamento di sponsor privati che possano sostenere Human Rights Nights nelle sue edizioni future. "C'è un forte interesse da parte del pubblico e dei cittadini per questo Festival", spiega, "eppure nessuno sponsor ha voluto sostenerlo. E' un dato che deve fare riflettere. Le istituzioni si impegnano a portare avanti Human Rights Nights, ma senza il sostegno di altri partecipanti c'è il rischio che questa iniziativa debba migrare altrove".