Per la stagione concertistica de La Soffitta 2012, arrivano sul palco dell'Aula Absidale di Santa Lucia (via de' Chiari, 25/a) due solisti del FontanaMIX Ensemble: la svizzera Marie Luce Erard, mezzosoprano, e il pianista Stefano Malferrari. L'appuntamento, che ha per titolo Presagi, tramonti, aurore boreali, è per martedì 21 febbraio, ore 21. In programma musica del Novecento con brani di Schoenberg, Cage e Fedele. Il concerto, che si inserisce nel progetto The Schoenberg Experience ed è realizzato in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e Exitime 08, è a ingresso gratuito, con distribuzione di coupon per accedere in sala dalle ore 20, fino a esaurimento posti.
Il programma
Precedenti di circa un decennio rispetto alla definizione della tecnica dodecafonica, i Sechs Kleine Klavierstucke op.19 incarnano in modo esemplare il manifesto poetico di Schoenberg. I primi cinque brani del ciclo furono composti di getto l’11 febbraio 1911; il sesto fu aggiunto alcuni mesi dopo, probabilmente quale Tombeau per la morte di Gustav Mahler (18 maggio 1911). Schoenberg vi attua una sorprendente contrazione del discorso musicale sino a forme aforistiche, pur conservando, nell’estrema concisione del gesto, lirismo e immediatezza della percezione sonora.
Allievo per qualche tempo di Schoenberg, lo statunitense John Cage è stato uno degli sperimentatori più significativi nell’ambito del linguaggio musicale del ’900; nei quattro Études Boréales del 1978 la destinazione strumentale dell’opera è, per certi versi, aperta: l’organico originale prevede violoncello e pianoforte, ma le due parti possono essere eseguite autonomamente. Il titolo della composizione deriva dalla scelta di strutturare la parte pianistica ricalcando la mappa astronomica del cielo boreale; il profilo delle costellazioni è trasformato in una dettagliatissima partitura, in base alla quale l’esecutore è chiamato ad agire su diverse zone dello strumento, in modo da generare, combinando materiali diversi e diversi tipi di percussione, una varia, se pur sfumata, tavolozza timbrica.
La serie di ascolti dedicati al pianoforte nel ’900 prosegue con gli Études Boréales (1990) di Ivan Fedele. Pianista e compositore. L’aggettivo "boreale" che campeggia nel titolo rimanda alla vivida impressione prodotta sull’autore dalla "luce fredda" del cielo finlandese, che intende rappresentare attraverso la ricerca timbrica: "riprodurre una luce fredda ma pulsante".
In apertura e chiusura di concerto saranno eseguiti due fra i più importanti lavori vocali dello Schoenberg pre-dodecafonico.