Televisione e oltre. E' ormai una banalità constatare che il piccolo schermo non è più un universo chiuso in se stesso: i suoi contenuti pervadono gli altri mezzi di comunicazione, in primis la rete, creando dialoghi e intrecci mutevoli per forma, intenzione ed efficacia. "Media Mutation" è l'appuntamento che da tre anni parla di questo (e di molto altro) portando a Bologna i principali esperti del settore, italiani e non solo.
La due giorni ("Media Mutations 3. Ecosistemi narrativi: spazi, strumenti, modelli") è promossa dal Dipartimento di Musica e Spettacolo all'interno del cartellone de La Soffitta e sarà ospitata martedì 24 e giovedì 25 maggio (ore 9,30-18,30) nel Salone di Palazzo Marescotti (via Barberia, 4).
"Scopo principale del convegno - spiega la curatrice Veronica Innocenti - è fare il punto sul panorama mediale contemporaneo: dalla metà degli anni Novanta ad oggi lo scenario dei media si è andato arricchendo e complicando a seguito di una proliferazione di canali, di piattaforme di fruizione e di processi di rimediazione e rilocazione".
Provare a cogliere lo stato dell'arte e segnare punti fermi nel variegato mondo dell'audiovisivo. Per farlo arriveranno nella sede del DMS trenta docenti e ricercatori dei principali atenei italiani (Giovanni Boccia Artieri da Urbino, Enrico Menduini da Roma 3, Roy Menarini da Udine, Luca Rosati da Perugia e i bolognesi Lucio Spaziante, Paolo Noto e Antonella Mascio, solo per dirne alcuni). E diversi ospiti stranieri: William Uricchio (MIT - Utrecht University), Roberta Pearson (University of Nottingham), Hector Perez Lopez e Nuria Lioret Romero (Università Politecnica, València), Kai Pata (Università di Tallinn), Andrea Resmini (University of Boras).
Dopo la prima edizione dedicata al cinema contemporaneo nella rete e la seconda sulle frontiere del popolare tra vecchi e nuovi media, questo terzo "Media Mutations" si concentrerà "sull’analisi degli ecosistemi narrativi, cioè quelle orchestrazioni di mondi durevoli, persistenti e condivisi che caratterizzano il panorama mediale attuale". Dice ancora Veronica Innocenti: "Due saranno le direttrici principali dei lavori. Da un lato realizzare una ricognizione del mediascape contemporaneo, cogliendone caratteristiche, peculiarità e punti critici, dall’altro lavorare sul lato prognostico, cercando di definire linee di tendenza a venire e possibili linee di ricerca e di lavoro future".