Il 18 luglio presso la sede centrale della struttura del Ministero dell’Istruzione Superiore responsabile della diffusione della lingua cinese nel mondo (Hanban), la Presidente di Hanban, Xu Lin e il Pro rettore alle Relazioni internazionali dell’Alma Mater, prof. Roberto Grandi, hanno siglato un accordo che prevede l’apertura dell’Istituto Confucio presso l’università di Bologna. E’ il 261° istituto al mondo e il 5° in Italia.
Nell’accordo l’Università si impegna a fornire una sede e alcuni operatori (in collaborazione con l’Associazione Collegio di Cina) e Hanban a inviare due lettori di lingua cinese e a fornire il centro di una prima dotazione di 100 mila dollari. I lettori di cinese verranno inviati dalla Renmin University di Pechino, dove il prof. Grandi ha discusso con i Pro rettori Feng Jun e Chen Yulu della possibilità di una cooperazione che si allarghi anche a vari settori scientifici e preveda scambi di studenti, dottori di ricerca e professori.
L’aumento di lettori di lingua cinese (attualmente ce n’è solo uno) è da tempo richiesto dalla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne, dalla Facoltà di Lettere e Filosofia e dalla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori. Presso tali strutture dell’Alma Mater sono infatti alcune centinaia gli studenti che studiano la lingua cinese. In altre facoltà l’interesse per tematiche che coinvolgono la Cina fa emergere nuove domande. L’Istituto Confucio non si limiterà ad inviare due lettori, ma in accordo con l’Università di Bologna, promuoverà varie iniziative sia di insegnamento (anche specialistico) della lingua cinese rivolto al territorio regionale sia di diffusione delle produzioni culturali cinesi con un’attenzione particolare alla contemporaneità. L’accordo con Hanban per l’apertura dell’Istituto Confucio è dunque strategico per l’Università di Bologna e per il nostro territorio che, attraverso la costituzione dell’Associazione Collegio di Cina ha deciso, tre anni fa, di incrementare la presenza di studenti cinesi presso le varie sedi dell’Alma Mater.
Durante i quattro giorni di permanenza del Pro rettore Grandi a Pechino, questi ha incontrato la responsabile del Progetto UnItalia nella capitale cinese, la prof.ssa Serena Rovai, e la nuova direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Barbara Alighiero, cha ha iniziato il proprio incarico da pochi giorni. In questi incontri, che hanno coinvolto anche il Console Clemente Contestabile, è stato unanimamente rilevato come il modello "Associazione Collegio di Cina-Università di Bologna" costituisca la proposta più avanzata del sistema universitario italiano per attrarre studenti cinesi e offrire opportunità di scambio a studenti, dottori di ricerca e docenti.
Presso l’Istituto Italiano di Cultura, grazie al coordinamento di UnItalia (la struttura della Fondazione Italia-Cina preposta al miglioramento delle relazioni tra il sistema universitario cinese e italiano), la dott.ssa Hu Guiping dell’Associazione Collegio di Cina e il Pro rettore Grandi hanno incontrato i quasi cinquanta studenti che hanno fatto richiesta di iscriversi in questo anno accademico al nostro Ateneo, informandoli sia delle problematiche accademiche, sia di quelle che fanno riferimento alla gestione della vita quotidiana. Questo incontro della dott.ssa Hu Guiping era stato preceduto da altri incontri fatti nelle settimane precedenti con i 150 studenti cinesi del Progetto Marco Polo. Questi studenti si iscriveranno al nostro Ateneo in questo anno accademico e sono già in Italia da febbraio per frequentare corsi intensivi di lingua italiana.
"Tre anni fa il numero di studenti cinesi iscritti all’Alma Mater era insignificante, oggi questi studenti si avviano a diventare uno dei contingenti più numerosi e, per questa ragione- sostiene il Pro rettore Grandi - stiamo passando da una logica quantitativa ad un criterio di selezione più qualitativo che fa riferimento alla carriera scolastica nelle scuole superiori e alla conoscenza della lingua italiana".
"La presenza di un Istituto Confucio presso il nostro Ateneo è - sempre a parere del Pro Rettore Grandi – il completamento del percorso iniziato tre anni fa. L’attenzione si allarga: dall’attrazione degli studenti cinesi a servizi e proposte di lingua e cultura cinese non solo rivolti agli studenti dell’Università di Bologna che studiano la Cina sotto vari aspetti disciplinari, ma anche alle forze economiche, sociali, culturali e politiche della Regione che, sempre più spesso, interagiscono con la Cina".