Unibo Magazine

Istituire un master europeo di durata biennale sul sistema educativo africano. E’ questa la finalità di un incontro, che si terrà a Bologna a fine marzo, tra le delegazioni di tre atenei, uno finlandese, uno svedese e naturalmente l’Alma Mater. "Si tratta del terzo incontro di pianificazione del nuovo percorso di studi" - spiega Tekeste Negash, nato in Eritrea e docente di Storia moderna all’Università svedese di Dalarna. "Questo master – spiega – ha come target principale quello degli studenti africani e parte da un’indagine svolta sul sistema educativo del continente nero, la quale ha messo in luce non solo che ci sono ampi margini di miglioramento nei curricula delle università africane, ma anche che nei percorsi di studi da esse offerti ci sono pochissimi titoli postgratuate". "Siamo convinti – prosegue Negash – che l’Europa abbia le risorse per sviluppare un percorso di studi che, per la prima volta, parta proprio dall’osservazione della realtà africana". Non solo formazione, ma una riflessione dall’interno del sistema, che sia in grado di coglierne i meccanismi più profondi.

Quella del nuovo master europeo è solo una delle numerose attività in cui è coinvolto il professore dell’Università svedese che da anni lavora con i colleghi bolognesi di Lettere e di Scienze della Formazione e partecipa come docente alle attività di 2 master, il Misp (Master in International Studies in Philanthropy and Social Entrepreneurship) e quello dedicato alla Dimensione educativa della cooperazione internazionale.

"Un’iniziativa che invece è ai nastri di partenza – spiega Negash - è quella di un altro master in African Studies, nato dalla collaborazione dei tre atenei: Bologna, Oulu (Finlandia) e Dalarna (Svezia). La prima edizione del master, di durata annuale, partirà ad agosto del 2006 e rientra nei titoli congiunti offerti dal nostro Ateneo. Un percorso approfondito e sistematico attraverso sociologia, politica ed economia per comprendere le caratteristiche del continente africano dal XIX secolo.

Profondo conoscitore del nostro paese il prof. Negash, che è specializzato in Storia del colonialismo italiano (su cui sta scrivendo un volume per Carocci Editore), frequenta l’Italia fin dal 1975 e non manca di osservare, durante la nostra conversazione, quanto l’Italia sia profondamente cambiata. "Trent’anni fa - è la sua considerazione - città come Napoli, ma anche come Roma avevano caratteristiche più simili alle città del nord Africa. C’erano folle di persone generose e aperte e si incontravano centinaia di reduci d’Africa. Poi dalla metà degli anni 80 c’è stato un profondo cambiamento. L’Italia è diventata un paese post-moderno, che si è concentrato non tanto sulla società e sulla famiglia, quanto su un esasperato individualismo".