Dal 24 al 30 ottobre si celebra in tutto il mondo la settimana internazionale dell'Open Access. All'iniziativa partecipa anche l'Università di Bologna, con un ciclo di incontri sul tema per i ricercatori dell’Ateneo.
Ma che cos'è l'Open Access? Open Access significa accesso libero e senza barriere al sapere scientifico. Se ne parla nella Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla letteratura scientifica, sottoscritta dall’Alma Mater nel 2005. Si tratta di un movimento che nasce all’interno del mondo accademico per sfruttare le potenzialità del digitale e della rete al fine di disseminare e condividere senza barriere o restrizioni i risultati della ricerca, in modo particolare quella di base. Nasce, principalmente, come opportunità per la ricerca che si nutre e progredisce attraverso la condivisione dei saperi, la disseminazione e l’accesso ai risultati.
L’Open Access fa bene alla ricerca in molti modi: aumenta la visibilità e l’impatto favorendo le collaborazioni internazionali e le citazioni; contribuisce a superare il digital divide; favorisce le ricerche interdisciplinari, il data e il text-mining; favorisce la conservazione e l’accesso a lungo termine alle pubblicazioni scientifiche.
L’Università di Bologna sostiene il movimento grazie ai servizi della biblioteca digitale, AlmaDL, che gestisce gli archivi istituzionali per la ricerca, le tesi di laurea e di dottorato e supporta i gruppi di ricerca nella disseminazione delle loro pubblicazioni pubblicando riviste, collane e atti di convegno.