Unibo Magazine
Tre premi da 2500 euro ciascuno, messi in palio dai tre soggetti – Università di Bologna, Regione Emilia Romagna, Rai – che, insieme, due anni fa hanno costituito il “Centro Studi Alberto Manzi”, l’indimenticato maestro che tramite la televisione degli albori contribuì a fare uscire tanti italiani dalle pastoie dell’analfaberismo.

Il centro studi, che si trova presso il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell’Alma Mater, lancia un concorso per opere di comunicazione educativa: libri, opuscoli o ipertesti per la prima sezione (editoria tradizionale e multimediale), filmati e video per la seconda sezione (produzione cinematogarfica e audiovisiva), programmi radiotelevisivi per la terza sezione. Possono partecipare solo persone fisiche, quindi, nel caso ad esempio di lavori collettivi di una classe di bambini o ragazzi è un loro rappresentante che accede al concorso. Il bando scade il 9 febbraio.
Le norme di partecipazione sono reperibili nel sito del Centro Studi Alberto Manzi.

Il Centro Studi Alberto Manzi si è costituito nel Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, con il concorso della Regione Emilia Romagna, della RAI Emilia Romagna e delle Teche Rai. Esso nasce dall'intenzione della moglie di Alberto Manzi, Sonia, di mettere a disposizione dell'Università di Bologna, per finalità di studio e di ricerca, tutti i materiali di lavoro del marito. Questo nucleo originale, che costituisce il "Fondo Manzi", è depositato e archiviato presso la Biblioteca del Consiglio della Regione Emilia Romagna e comprende una grande quantità di scritti, in parte inediti, quaderni di lavoro, appunti ecc. Ad esso si aggiungeranno progressivamente libri e articoli pubblicati da Manzi, e il materiale radiofonico e televisivo disponibile presso le Teche RAI.

La finalità del Centro Studi è quella da una parte di favorire la conoscenza della figura e dell'opera di Alberto Manzi, attraverso l'analisi del suo lavoro educativo, di scrittore e di autore di programmi radio-televisivi; dall'altra di costituirsi come un punto di riferimento per la ricerca educativa e didattica attraverso i media, proiettando nel futuro l'impegno di Alberto Manzi.