Unibo Magazine

Il Parlamento ha espresso il proprio sì definitivo al disegno di legge n. 6229 sulle "Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali". Il voto,  nella seduta del 24 gennaio 2006, è stato pressoché unanime da parte di tutte le forze politiche. Un risultato che rappresenta la conclusione di un lungo e per alcuni aspetti controverso iter che, attraverso la legge n. 42 del 1999 prima e la legge n. 251 del 2000 poi, ha portato finalmente anche lo Stato italiano al pieno riconoscimento di oltre 500.000 professionisti sanitari.

"A questo proposito, anche in riferimento alle indicazioni dell’Unione Europea, - ha detto la preside della Facoltà di Medicina Maria Paola Landini - ricordo con piacere che l’Università italiana già dal 1996 ha predisposto i percorsi formativi atti a preparare i futuri operatori dei nostri servizi sanitari, in piena sinergia con i Collegi e le Associazioni professionali, con le quali abbiamo sempre realizzato una proficua collaborazione". A Bologna in particolare si è attivata subito la trasformazione delle precedenti istituzioni scolastiche in Diplomi Universitari, per poi adeguarle immediatamente, a seguito dell’evoluzione del quadro normativo di riferimento, in Corsi di Laurea veri e propri. E ora si stanno realizzando anche i nuovi progetti per attivare in tempi brevi i Corsi di Laurea Specialistica, che si chiamerà presto Laurea Magistrale.

"Plaudiamo quindi tutti insieme – ha proseguito Landini - l'avvento dell’Ordine Professionale, precisando il suo concreto valore volto ad assicurare, insieme alle professioni mediche, il diritto alla salute dei cittadini sancito dalla nostra Costituzione.

"Sono certa – ha concluso - che sapremo tutti quanti insieme proseguire con decisione verso nuovi e ancor più importanti risultati, anche attraverso un maggior impegno e destinando tutte le risorse che dovranno essere, a partire da oggi, dedicate in misura superiore alla ricerca scientifica in questo importante e delicato settore della vita pubblica".