Unibo Magazine
Si è conclusa lo scorso 5 maggio la "Primavera all’Orto Botanico", un’iniziativa che attraverso una serie di visite guidate, conferenze e mostre d’arte, ha cercato di unire interessi naturalistici e artistici, coinvolgendo così un’ampia gamma di persone, oltre agli studenti e agli appassionati di botanica. Si è trattato di un progetto pilota, nato per idea della prof.ssa Anna Letizia Zanotti, Direttrice dell’Orto dal 1997, e dell’Unione Bolognese Naturalisti, che collabora con l’Orto Botanico nell’organizzazione di conferenze durante tutto l’anno. "Se devo tracciare un bilancio –spiega Zanotti- questo non può essere che positivo: l’abbinamento tra arte e natura ha riscosso un discreto successo tra i cittadini, e l’affluenza è stata grande, anche alle conferenze. Insomma –conclude- abbiamo molte buone ragioni per ripetere l’iniziativa il prossimo anno".

Oltre alla "Primavera", l’Orto Botanico organizza anche altre iniziative stabili, come le visite guidate, che fanno contare circa sette-ottomila presenze ogni anno. Si tratta, tuttavia, di cifre approssimate per difetto: essendo l’ingresso all’Orto gratuito, non è possibile stimare con esattezza il numero dei visitatori occasionali. "Il parco è un’attrazione soprattutto per i bambini –ammette la Direttrice- ma gli adulti che li accompagnano ne restano altrettanto affascinati. Poi ci sono gli studenti di Farmacia, Biologia, Agraria, che trovano nell’Orto un laboratorio pratico per i loro studi. Sarebbe bello –auspica- che il target dei visitatori si allargasse anche ai non-cultori della Botanica: per questo abbiamo avviato iniziative come la "Primavera", per far conoscere l’Orto a tutta la cittadinanza".

La storia dell’Orto Botanico dell’Università di Bologna è lunga e prestigiosa, e la sua nascita, nel 1568, è legata al naturalista Ulisse Aldrovandi (di cui quest’anno si ricorda il cinquecentenario della morte). La prima sede dell’Orto fu nel centro della città, nell’area del Palazzo Pubblico oggi occupata dalla Sala Borsa. Nel corso dei secoli è stato trasferito prima presso porta S.Stefano, poi nella sede attuale, nel 1803, per opera di Giosuè Scannagatta, e dell’architetto Giovan Battista Martinetti, che ne ha sistemato gli spazi. "Quando Napoleone venne in visita a Bologna –racconta Zanotti- esattamente duecento anni fa, fece delle donazioni anche all’Orto Botanico, oltre che all’Università; anche Pio IX visitò l’orto, nel 1857, e ciò dimostra che si trattava di un Orto eccezionale per il suo tempo. Effettivamente –continua- allora ricopriva un’area davvero enorme, che nel secolo scorso è stata ridotta per far posto alle palazzine universitarie".

Oggi l’Orto Botanico ha assunto una fisionomia diversa rispetto al disegno originale di Martinetti, grazie a un processo di ristrutturazione realizzatosi negli ultimi anni, e ancora oggi in corso. Attualmente, si distinguono diverse aree, che raggruppano altrettante tipologie di vegetali. Nella parte antistante, oltre al cancello d’ingresso, si trovano varie piante monumentali, vistose ed eleganti. Andando oltre all’edificio principale, si incontra invece la sezione dedicata alle piante medicinali e aromatiche della flora italiana. Al centro di quest’area è presente una piccola vasca con delle piante acquatiche, alcune delle quali molto rare, tanto da trovarsi nella lista rossa del WWF. Addentrandosi ulteriormente nel giardino, dopo aver oltrepassato la piccola serra di piante carnivore, si osserva poi la ricostruzione dell’Orto dei Semplici (cioè dei farmaci tratti direttamente dalle piante), Orto che Aldrovandi costruì in Palazzo Pubblico. Spingendosi ancora oltre, il visitatore si trova davanti due piccole ricostruzioni di ambienti naturali, usate a scopo didattico: un bosco di pianura, con specie arboree e arbustive provenienti dai boschi delle colline bolognesi, e uno specchio d’acqua con vegetazione stagnale, contornato da una corona di cannucce di palude, oltre che dalle ormai rarissime felci palustri. Nell’estremità settentrionale dell’Orto, dopo il settore tenuto a prato, con i suoi alberi ormai secolari, è situato il bastione, appartenente all’antica cinta muraria, che ospita numerose piante tipiche dei boschi appenninici e, nella zona più esposta al sole, una collezione di arbusti e alberi della macchia mediterranea. L’Orto, infine, apre al pubblico due serre: una di piante tropicali, l’altra di succulente (comunemente chiamate piante grasse). Quest’ultima serra, inaugurata da Romano Prodi negli anni ottanta, è stata realizzata da Giuseppe Lodi, ed è una delle maggiori raccolte sul territorio italiano.