"Ci giochiamo la faccia". Gli organizzatori hanno scelto un titolo un po' provocatorio per la seconda edizione del festival dedicato soprattutto alla giovane poesia italiana.
"Un evento letterario a metà strada tra il festival e la festa", dicono i rappresentanti dell'Assessorato alla cultura del Comune di Riccione e del Centro di Poesia Contemporanea dell'Università di Bologna che hanno organizzato e promosso la manifestazione.
Non un festival-vetrina, ma un luogo in cui i poeti si offrono al pubblico con la propria opera. E soprattutto con la propria faccia.
Sono quasi 50 quelli che parteciperanno. Di età compresa tra i venti e i quarant'anni.
A Franco Loi, Giancarlo Majorino ed Umberto Piersanti il compito di inaugurare il festival. Atmosfere quasi pop, sempre venerdì con l'intervento del gruppo bolognese Aftonia, mentre dieci giovani autori si avvicenderanno sul palco, assieme agli ospiti, Antonella Anedda, Umberto Fiori e Davide Rondoni.
Il reading conclusivo del sabato sera invece sarà poi accompagnato dal fisarmonicista Simone Zanchini, che tra le altre cose fa parte dei solisti della Scala. Vi parteciperanno ben quattro ospiti Milo De Angelis, Ennio Cavalli, Gianni D'Elia, Antonio Riccardi, insieme a numerosi autori giovani, alcuni dei quali già di un certo rilievo.
La giornata di sabato sarà un vero giorno di poesia dall'inizio alla fine. Dalla tarda mattinata con le presentazioni di alcune prestigiose collane di poesia, che danno particolare spazio alle voci esordienti, Scheiwiller, Raffaelli, Crocetti, Lietocolle, al primo pomeriggio quando il poeta Davide Rondoni si metterà a disposizione del pubblico, tenendo un laboratorio all'aperto in cui chi vorrà potrà intervenire leggendo i propri testi.
E ancora nel pomeriggio del sabato una lettura e un dibattito aperto a tutti dal titolo "A cosa servono i poeti" in cui si discuterà sul valore della poesia, sul suo legame con il mondo, con la vita, con la realtà.