Partono sabato 6 maggio, a Ravenna, nella sede di palazzo dei Congressi, le lezioni del primo corso di formazione in Italia rivolto agli esponenti delle comunità religiose presenti nel nostro Paese che non hanno stipulato intese con lo Stato. Ad aggiudicarsi la gestione del corso, diretto dal professor Giovanni Cimbalo, docente di Diritto Ecclesiastico all’Università di Bologna, e coordinato dalla dottoressa Unibo Federica Botti, responsabile scientifica del Cois (Consorzio interuniversitario siti), è stata la Fondazione Flaminia, ente che sostiene la presenza dell’Alma Mater a Ravenna e in Romagna, con il supporto del Consorzio interuniversitario siti CO.I.S.
"Il corso – spiega il prof. Giovanni Cimbalo – costituirà un'occasione importante per aprire un dialogo costruttivo con le guide spirituali di almeno alcune comunità religiose che anche se solo in parte coincidono con i gruppi etnici dei migranti in realtà proiettano la loro influenza sull’intera comunità dei fedeli molti dei quali, e in numero sempre maggiore, sono quelli in possesso di cittadinanza italiana e quindi necessitano della conoscenza del quadro giuridico del quale il sentimento religioso e la sua esplicazione può operare. Il fatto poi che il Ministero abbia deciso di rilasciare al termine del corso un attestato di partecipazione a tutti coloro che lo hanno frequentato fornisce la possibilità di individuare degli interlocutori per relazionarsi con queste comunità religiose e avviare, ove questi siano interessati, le procedure per una possibile intesa e comunque per l’osservanza delle norme che regolano il fenomeno religioso nel nostro paese".
Delle sessanta candidature pervenute, 37 sono risultate idonee, con una provenienza concentrata in gran parte nel Nord Italia (21) e Centro Italia (16). I trenta partecipanti selezionati hanno tra i 18 e i 62 anni con una età media di 40 anni. Sono 27 uomini e tre donne di afferenza islamica. Si tratta di 16 musulmani, cinque sikh, cinque ortodossi romeni, uno della Chiesa evangelica ‘Gli unici 7000’, uno della Chiesa evangelica battista pentecostale, uno della Pilgrims Church E. R., uno della Chiesa evangelica ‘Acquaviva’. Sono inoltre così distribuiti per paese di provenienza: cinque dall'India, cinque dal Marocco, quattro dalla Moldavia, due dalle Tunisia, uno dallo Yemen, uno dall'Egitto, tre dall'Albania, due dal Ghana, uno dall'Algeria, uno dalla Giordania, uno dalla Palestina, uno dall'Ucraina, uno dall'Etiopia, uno dall'Eritrea. Ci saranno anche 11 uditori (otto musulmani, un indiano, un moldavo), di cui: due yemeniti, due egiziani, tre italiani, un marocchino, un indu, un ortodosso.
Il progetto è stato bandito dal Ministero degli Interni, dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, nell’ambito del programma nazionale Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami) 2014. Scopo dell’iniziativa è promuovere la formazione degli esponenti di comunità religiose presenti sul territorio della Repubblica da almeno cinque anni e provenienti da Paesi extra UE, e favorire la conoscenza delle norme che tutelano la libertà religiosa e i diritti umani.