Unibo Magazine

L’Università Centrale di Economia e Finanza di Pechino è il nuovo partner della Scuola europea di alti studi tributari (Seast) dell’Università di Bologna. La firma sull’accordo sarà posta il prossimo venerdì a margine di un convegno dedicato ai vent’anni della Convenzione Italia-Cina contro le doppie imposizioni nelle imposte sui redditi.

Punto centrale dell’accordo è la reciproca apertura per lo scambio di documentazione. Nel portale della Seast sarà online una sezione in cinese sul diritto tributario europeo e in cambio i giuristi della Seast avranno accesso a un database in inglese sulla giurisprudenza tributaria cinese. Due i vantaggi per l’istituzione giuridica dell’Alma Mater: "In primo luogo – afferma Adriano Di Pietro, Direttore della Seast – avremo un canale per divulgare in Cina i risultati delle nostre ricerche e, in seconda battuta, avremo una ricaduta commerciale offrendo alle imprese le nostre conoscenze aggiornate sulla giurisprudenza tributaria cinese".

L’evento, che gode del sostegno anche del mondo dell’industria e del settore bancario, è il primo traguardo tagliato dall’Associazione Collegio di Cina. "Abbiamo pensato sin dall’inizio a questa associazione - afferma il Presidente Roberto Grandi - come ad una associazione di cui fa parte tutto il territorio, perché riteniamo che il rapporto del nostro paese con la Cina debba coinvolgere tutto il territorio. E vedere come il territorio si stia impegnando attivamente è per noi motivo di grande soddisfazione".

Sono stati i Cinesi a scegliere come loro partner europeo la Seast dell’Università di Bologna. Molteplici le ragioni. La prima è il numero di istituzioni a cui l’ingresso nella Seast dà accesso diretto: "La Scuola – precisa infatti Di Pietro, docente di Diritto tributario – è un’istituzione dell’Università di Bologna, ma è composta solo da atenei esteri (alcuni anche extra europei) e, tra gli associati, può vantare anche istituti extra accademici". Un’istituzione dallo statuto innovativo, dunque, che si muove in un ambito giuridico inesplorato come il diritto europeo, a metà tra la tradizione giuridica dei singoli stati e il diritto comunitario che si ferma a al mercato. "Questo diritto interessa ai cinese – commenta Di Pietro – Loro sono in mezzo al guado: da un lato vivono la crisi dell’ordinamento statalista e, dall’altro, hanno un’espansione del mercato che non riescono a governare".

La consulenza tributaria della Seast porterà l’Università di Bologna a ridosso di uno dei punti centrali dello sviluppo cinese. "Il tributo – conclude infatti Di Pietro – è al contempo il massimo grado di partecipazione democratica alla vita dello stato e uno dei principali ostacoli allo sviluppo economico".