E' partita lunedì scorso, 12 maggio, la diciannovesima edizione del Corso di Aggiornamento SIMFER Regione Emilia-Romagna, in programma fino a giovedì 15 presso il Centro congressi Hotel nautico nel Piazzale Porto di Riccione. Acronimo di Società Italiana di Medicina Fisica E Riabilitazione, il SIMFER punta ad evidenziare l’importanza ed il ruolo di chi prepara, controlla e si prende cura dello sportivo. A questo proposito, durante i quattro giorni del corso, sono stati invitati numerosi esperti, professionisti del mondo dello sport, medici e docenti al fine di confrontarsi e analizzare con occhio critico molti aspetti riguardanti la pratica dell’attività fisica e sportiva. Tra questi anche il prof. Pasqualino Maietta Latessa, autore della relazione "Definizione dell’intervento dell’attività motoria in relazione alle funzioni da attivare".
Prof. Latessa, la varietà dei relatori e degli interventi di questo corso evidenzia che prevenzione, chirurgia, cura, riabilitazione e allenamento sono momenti diversi ma strettamente connessi nella vita di uno sportivo.
E’ così, e questo corso ha anche lo scopo di unire i diversi saperi e le diverse competenze legate al mondo dello sport per comunicare "salute". E’ importante che queste figure professionali comunichino tra loro, perché ciò aiuta ad affrontare meglio le diverse problematiche che possono incontrare chi pratica le attività motorie e sportive. Questo scambio di saperi può portare vantaggi sia al mondo sportivo agonistico sia a quello non-agonistico, comunicando l’importanza dello sport fatto bene e i benefici che questo può portare alla popolazione, quando da sedentaria diviene di nuovo attiva.
Quali sono i rischi per gli sportivi non professionisti dell’attività sportiva "fai-da-te"?
I rischi sono molti. Se è vero che i benefici dell’attività sportiva sono evidenti, è altrettanto vero che il non poter usufruire di un controllo diretto e la scarsa consapevolezza dei rischi che comporta un eccesso di intensità ed un incremento sproporzionato dell’attività fisica può essere molto pericoloso. Un’attività motoria troppo intensa e pesante può avere effetti negativi e causare traumi non solo a livello ortopedico e muscolare, ma anche dal punto di vista fisiologico.
E tra gli anziani in particolare?
Negli anziani il rischio è ancora maggiore. L’anziano sbaglia se pensa di poter ottenere gli stessi risultati del giovane senza controindicazioni. Più l’età avanza, più il giusto dosaggio dell’attività fisica diventa fondamentale per prevenire eventuali malanni. Per fare un esempio, la variabilità della frequenza cardiaca tra gli ultra 65enni rende difficile la diagnosi di alcune patologie cardiache presenti a livello latente, ma che possono manifestarsi a seguito di allenamenti intensi. L’intento di chi si occupa di attività fisica adattata agli anziani è proprio quello di far capire ai più entusiasti del wellness che anche un’attività fisica moderata serve comunque a migliorare il benessere fisico.
C’è un’età in cui è bene smettere di fare sport?
Non esiste un’età limite. Anche in età avanzata si può continuare ad adattarsi a certi esercizi e a somministrazioni di carico. Occorre certamente cercare un equilibrio: con l’anziano ci troviamo di fronte ad un invecchiamento fisiologico e l’attività sportiva dev’essere in linea con la soglia di risposta fisiologica.
L’elenco dei relatori del convegno presenta molte figure professionali diverse, tutte legate al mondo dello sport. Lei ritiene che la Facoltà di Scienze motorie, con la sua offerta formativa molteplice, sia in grado di aiutare i propri studenti a trovare il proprio ruolo professionale?
L’obiettivo della Facoltà di Scienze Motorie è proprio quello di creare le figure professionali adatte ad inserirsi nei diversi settori delle attività sportive e motorie, agonistiche e non agonistiche, e per qualsiasi fascia di età. I laureati della Facoltà di Scienze Motorie, soprattutto quelli iscritti alla laurea specialistica in Scienze e Tecniche delle Attività motorie preventive e adattate, sono certamente in grado di occuparsi di preparazione fisica per atleti professionisti e non, ma anche di seguire programmi di attività preventiva e controllata nei riguardi dei problemi dell’invecchiamento.