Pedonalizzazione della zona Universitaria
Dal 15 maggio al via l’annunciata pedonalizzazione sperimentale dell'area di via Belle Arti in Zona Universitaria. Due telecamere, attive 24 ore su 24, saranno installate in via Belmeloro e in via Bertoloni. Il divieto di accesso e sosta esteso anche alle moto.Ne parlano l'assessore Zamboni, il pro Rettore Busetto e il mobility manager Battistini.
Un intervento volto a promuovere la vocazione ciclopedonale della cittadella universitaria e la promozione di un campus integrato nella città. E’ questo il senso del progetto sperimentale nato in seno al nuovo piano generale del traffico urbano del 2006.
Il progetto di pedonalizzazione, presentato dal Comune due anni fa, condiviso tra gli altri dal pro Rettore Busetto, si propone di elaborare soluzioni per un tema serio e importante.
"La ciclo-pedonalizzazione della Zona Universitaria non può certamente risolvere da sola il problema dell’inquinamento, conferma l’Assessore alla Mobilità e Lavori Pubblici del Comune di Bologna, Maurizio Zamboni, " ma concorre, congiuntamente ad altri interventi previsti dallo stesso PGTU, a migliorare il livello della qualità dell’aria. L’obiettivo dell’intervento pertanto mira a ricucire i percorsi ciclabili e a favorire la mobilità pedonale che deve essere adeguatamente tutelata in quanto funzionale al raggiungimento dell’obiettivo prefigurato di spostamento modale verso il mezzo pubblico.
In tale ambito si evidenzia come le strade poste ai confini della Zona Universitaria sono già servite dalle principali linee del trasporto pubblico, molte delle quali portanti e l’introduzione del nuovo servizio di navetta che percorrerà il cuore culturale e commerciale del quartiere universitario fino all’una di mattina, collegandosi con i più importanti parcheggi di interscambio, consentirà di implementare la fruibilità e vivibilità pubblica della Zona. Al contempo, la modesta entità dei flussi veicolari attualmente presenti all’interno della Zona Universitaria e quindi i limitati effetti che si avranno sulla circolazione delle strade attigue (conseguentemente allo spostamento della quota parte del traffico dei non aventi diritto), permettono di adottare provvedimenti che comportino il duplice beneficio di ricucitura degli itinerari ciclabili all’interno del Centro Storico e di miglioramento delle condizioni di circolazione attraverso il trasferimento della mobilità ciclabile dalle principali arterie veicolari alle strade secondarie poco trafficate. Attraverso la riduzione del traffico di auto e moto si raggiunge anche l’obiettivo di restituire vivibilità alla zona, salvaguardando però al contempo il pieno accesso a tutti i residenti e i titolari di attività economiche e culturali, nonché garantendo un’accessibilità sostitutiva all’area da parte degli avventori esterni.
E’ comprensibile che un progetto così impattante ed innovativo possa comportare un’iniziale diffidenza o preoccupazione determinata da cambiamenti di abitudini consolidate negli anni; d’altra parte, chiudere al traffico non significa affatto desertificare e abbandonare l’area ma, al contrario, aprirla alla gente ed animarla favorendo le iniziative culturali e commerciali che vi insistono con l’apporto di frequentazioni "positive e diversificate" come peraltro già avviene nella Zona con il "Mascarella Jazz" o la recente "Festa di primavera delle Moline".
"Il progetto di pedonalizzazione ha avuto una lunga fase di studio – precisa il ProRettore Vicario Prof. Luigi Busetto – "inserendosi di fatto in una cornice omogenea più vasta, costituita da analisi e azioni per la mobilità urbana sostenibile, frutto di continue valutazioni e concertazioni tra Comune di Bologna e Università. Tutto ha avuto inizio con il Piano Generale del traffico Urbano del 2006, condiviso nei contenuti dall’Università di Bologna, sin da più di 2 anni, e comprende anche tutte le successive azioni sinergiche tra amministrazione comunale e Università fino ad ora intercorse, come per es: l’estensione della linea 35 per servire il nuovo plesso di Ingegneria al Lazzaretto, e il potenziamento della linea B, che viene proprio a migliorare l’accessibilità alla cittadella universitaria storica. Sono inoltre previste a tutt’oggi altre azioni a supporto della mobilità ecosostenibile, sempre in partnership con il Comune di Bologna e ATC, quali ad esempio l’estensione agli studenti, compresi quelli non residenti a Bologna, e al personale del servizio di bike sharing C’Entro in bici e il car sharing. L’obiettivo condiviso con il Comune di Bologna è quello di garantire la migliore accessibilità agli spazi universitari e al territorio in pieno rispetto delle componenti ambientali e dell’identità storica e funzionale che la caratterizza".
"Le novità – spiega il Mobility Manager di Ateneo, l’ing. Roberto Battistini – stanno nell’estensione dalle 0 alle 24, compreso il sabato, del provvedimento di limitazione del traffico, che interesserà anche le moto e limita l’accesso ai soli diretti afferenti". Nella pratica due nuovi vigili elettronici Sirio saranno installati in via Belmeloro e in via Bertoloni.
Le zone interessate sono quelle a destra e a sinistra dell’asse di via Zamboni (che resta percorribile) e in particolare: Largo Trombetti, parte di via Belmeloro (dopo l’accesso al parcheggio Palazzo Poggi/Ciamician con direzione verso via Zamboni), via San Sigismondo, via Acri, via dell’Unione, via dei Bibiena, via Vinazzetti, via S.Apollonia, parte di via De Rolandis, via Bertoloni, via CentoTrecento, via Mascarella, via Belle Arti, via del Guasto.
Un cambiamento importante per chi accedeva a queste zone per studio e lavoro? "Senza dubbio – prosegue Battistini - ma bisogna ricordare che la zona era già a traffico limitato. Questo significa che vi potevano accedere, fino ad oggi, solo veicoli in possesso di contrassegno R (residenti) oppure PA (quello cioè per l’accesso ad un parcheggio). Inevitabilmente la zona pedonalizzata costituisce un sotto insieme ulteriormente restrittivo accessibile per i soli diretti afferenti, limitando di fatto le categorie agli specifici residenti della zona "U – Università" e ai possessori dei permessi PA delle sole aree di parcheggio presenti. Si tratta di fatto di una limitazione progressiva, dall’esterno verso il centro" .
Altre due novità sono: la navetta B, che collega la Zona Universitaria con il parcheggio Zuccherini Alvisi (500 posti auto, aperto 24 ore su 24 e convenzionato con l’Università di Bologna per offrire tariffe agevolate al personale); e una nuova iniziativa per l’accesso serale di parenti e amici. "Residenti e domiciliati – spiega Battistini - possono far accedere alla zona pedonale, dalle 20.00 della sera alle 7.00 della mattina, i veicoli di ospiti e accompagnatori. Ad ogni famiglia viene consegnato un codice di accesso che permette di comunicare le targhe direttamente al sistema di controllo (via sms, internet o telefono). Questa tipologia di accesso ha un limite massimo mensile".
Il piano di comunicazione dell’iniziativa attuato dal Comune di Bologna, partito con un mese di anticipo rispetto all’entrata in vigore delle norme, prevede un servizio di informazioni (dal 14 di aprile al 31 maggio 2008), presso Urban Center, Voltone del Podestà 1/l (dalle 8.30 alle 13.30 e 14.30 -18 dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13 sabato); dal 3 giugno presso gli Sportelli ATC, via Saliceto 3 e via IV novembre (stessi orari di Urban Center). Anche l’Università si è attivata: tutte le informazioni sono presenti anche sul Portale di Ateneo e raggiungeranno il personale e gli studenti, attraverso la diffusione di depliant direttamente presso le Facoltà, e l’utilizzo di mailinglist.