Unibo Magazine
Presso la facoltà di Scienze Politiche "Roberto  Ruffilli" di Forlì, è iniziato in ottobre il corso extra-curriculare Produrre il visibile - Fare e interpretare la televisione, ideato  per gli studenti di Scienze Politiche e di Scienze della Comunicazione.
Il corso durerà fino a giugno, per un totale di 60 ore, ed ha come principale oggetto di studio gli attori centrali del mercato della comunicazione: i media.
"La nostra attenzione è dedicata in primo luogo alla televisione, strumento dalla forte valenza politica e mezzo potente di condizionamento del sociale. Per illustrare questa sua peculiare dimensione, il corso riserva particolare rilevanza allo studio dei processi tecnologici, politici ed economici ad essa legati, nella loro dimensione nazionale e internazionale." spiega Marcella Emiliani, docente universitaria, giornalista e autrice televisiva, che è alla guida dell' iniziativa insieme a Flaminia Morandi e Davide Savelli.  Un progetto, quello della facoltà,  che pone in primo piano la dimensione pratica del prodotto audiovisivo, proponendo uno studio approfondito e concreto  di tutti i linguaggi televisivi e delle regole della produzione.
 
"Finora il corso si è rivelato un vero successo - continua la Prof. Emiliani - gli iscritti sono sempre presenti e mostrano grande entusiasmo. Siamo stati davvero gratificati poi dalla forte adesione di studenti di Scienze della Comunicazione, una conferma del riscontro positivo del progetto anche oltre le mura della facoltà. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo ideato: un corso profondamente innovativo che lega teoria, attività di laboratorio e un ricco calendario di incontri con professionisti del settore."
Sono numerose infatti le lezioni che godono della partecipazione di professionisti della tv, tra i quali spiccano i nomi famosi di Giovanni Minoli, Giancarlo Santalmassi e Pierluigi Battista. E, a riflettere la molteplicità dei campi toccati, assicurata è anche la presenza di registi, produttori televisivi, direttori della fotografia e compositori musicali.
"La loro partecipazione affascinerà i ragazzi e servirà a calare la pura teoria nell'esperienza - continua la Prof. Emiliani - noi vogliamo proporre concretezza, superando la semplice dimensione teorica di cui troppo spesso gli studenti si nutrono. Ed è per questo che il riferimento all'attualità è una costante. I media sono attori fondamentali della scena politica, nella quotidianità e nei momenti di crisi collettiva.  Proprio per chiarire questo abbiamo dedicato e dedicheremo numerosi incontri alla riflessione sul ruolo dei media in situazioni conflittuali. Si parlerà tra l'altro delle elezioni USA, della morte di Arafat e della guerra in Iraq, temi complessi e ricchi di significato che susciteranno sicuramente coinvolgimento tra gli studenti."
Un ulteriore e fondamentale punto di forza del corso è poi costituito  dalle attività di laboratorio. "Disponiamo di una sala attrezzata di strumenti professionali dove gli studenti più meritevoli impareranno a realizzare un prodotto audiovisivo -  spiega la Prof. Emiliani - qui lavoreranno ad un progetto comune che sarà presentato al pubblico alla fine del corso. Posso solo anticipare che si tratterà di un'inchiesta audiovisiva"
Ma perché un corso di televisione in seno alle scienze politiche? "Perché le scienze politiche non possono sottovalutare il potere mediatico, oggi più grande che mai - spiega la Prof. Emiliani  -. Non nego che inizialmente ci fosse preoccupazione all'idea di inoltrarsi in un ambito così complesso e inusuale per noi, ma era anche tanta la convinzione della potenziale ricchezza di questo progetto, che voleva essere un qualcosa di utile e nuovo per gli studenti. Bisogna dare atto al Polo di Forlì di aver avuto coraggio."