Unibo Magazine

"Un anno fa quando arrivai a Lisbona in Erasmus tutto era un susseguirsi frenetico di difficoltà, emozioni, gioie e sconforti. Dodici mesi dopo, indossare le vesti di vincitrice di uno dei più prestigiosi concorsi di architettura portoghese, non solo è un sogno che diventa realtà ma anche il sigillo finale a uno dei capitoli più belli e importanti della mia vita ". E’ quanto ci racconta Francesca Poggi, studentessa di Ingegneria Edile-Architettura, che con il suo progetto svolto in Erasmus ha ottenuto il primo posto in una competizione aperta a tutte le università del paese e patrocinata dall’Associazione Portoghese di Costruzioni Metalliche e Miste CMM.

Il tema del concorso era quello di sviluppare un ponte ciclo-pedonale da realizzarsi all’interno del Campus dell’Università Nova di Lisbona in località Monte di Caparica. "L’Oceano, che dista pochi chilometri dalla città e che rappresenta un’entità connotativa del paesaggio, è stato da subito fonte di ricerca formale nonché di ispirazione creativa" – spiega Francesca Poggi. In particolare, l’onda viene studiata e riletta come metafora spaziale fino alla sua traduzione in una proposta che possa risolvere sia le esigenze tecniche-funzionali sia quelle propriamente di integrazione paesistica. Il progetto finale trae la sua forza non solo dalla configurazione accattivante della struttura ma anche dalla storia che il suo continuo sviluppo porta a raccontare.

Il lavoro è stato svolto in circa sei mesi, lasso di tempo in cui altre esperienze si stratificavano in quella che da sempre caratterizza la vita di uno studente Erasmus. Viaggi, paesaggi nuovi, confronti con culture diverse sono tutti elementi che hanno interagito con la fase ideativa arricchendola e adattandola alle continue occasioni di riflessione.

Il background di conoscenze acquisite nel corso degli studi in Italia e le indicazioni del professor Giorgio Praderio, docente di Composizione Architettonica III presso il DAPT, hanno poi accompagnato il percorso arrivando a un progetto che si lega nell’essenza al paese per cui è stato pensato e trova la sua propria genesi nell’incontro e nella mediazione tra due differenti modi di fare e concepire architettura.

Un progetto di carattere internazionale quindi che con il successo ottenuto sottolinea ancora una volta quanto di eccezionale si possa trarre da un’esperienza all’estero affrontata con la giusta dose di determinazione, un pizzico di spensieratezza e tanto tanto intrinseco entusiasmo.


La notizia è stata diffusa, tra l'altro, dal notiziario online dell’università portoghese.