Una sera di porta aperte all'università in cui sarà possibile conoscere, accompagnati da docenti in veste di "ciceroni", le antiche collezioni universitarie conservate al Museo di Palazzo Poggi e al Museo della Specola, i dipinti murali di Pellegrino Tibaldi in Sala di Ulisse, la preziosa Quadreria del Rettorato e ascoltare le note della Dr. Dixie Jazz Band e del Coro del Collegium Musicum. Tra gli eventi in programma ci sarà anche un incontro con il prof. Giorgio Celli (in Sala dell’VIII Centenario, dalle ore 21) che illustrerà il rapporto tra arte e scienza.
"Un rapporto a lungo negato - ci anticipa al telefono il prof. Celli -, soprattutto dalla filosofia legata al nome di Benedetto Croce. Un rapporto che invece oggi sta diventando sempre più trasparente. Ci sono infatti delle similitudini tra la scoperta scientifica e la produzione artistica. Esiste cioè tra le due una specularità che è data dal fatto che entrambe sono atti creativi".
Per capire questo basta partire dalla considerazione che lo scienziato quando sperimenta una scoperta ha già intuito la verità su un fenomeno e va alla ricerca di fatti che siano in grado di confermare tale intuizione.
"Prendiamo per esempio - prosegue il professore - il funzionamento della circolazione del sangue. Girolamo Fabrici d’Acquapendente nel Cinquecento scoprì che le vene hanno delle valvole, ma non fu in grado di intuirne il funzionamento. Mentre Galeno pensava al fluire del sangue come delle maree, fu William Harvey, studente per due anni a Padova, a fare la scoperta più clamorosa della medicina moderna: il sangue circola nell’organismo nell’ambito di un unico sistema. Fu così che le valvole trovarno così la loro spiegazione funzionale".
"Allo stesso modo - spiega ancora Celli - si comporta lo scultore che sogna una forma perfetta, la immagina a priori e poi la trae fuori dalla materia".
"Per competare il quadro - conclude il professore - vanno poi rimarcate anche le differenze tra la scoperta scientifica e la produzione artistica. Tali differenze stanno nella natura dei risultati. Se il risultato dello scienziato è quello della verità, della conoscenza, quello dell'artista è il fatto estetico, la bellezza".
Prenderà le mosse da questo affascinante connubio tra arte e scienza, dalle somiglianze e dalle differenze l'incontro di mercoledì sera dal titolo Il Mestiere di vivere.
La campagna 5 per mille viene riproposta dopo il successo della passate edizioni. Nel corso del 2006, infatti, l’Ateneo si è "classificato" al 2° posto, dopo l'Università la Sapienza di Roma, per numero di scelte da parte dei contribuenti, arrivando a raccogliere oltre 600.000 euro. E nel 2007 i risultati sono ulteriormente migliorati, con l’Alma Mater prima tra le Università italiane per numero di contributi singoli ricevuti. "Un risultato importante - commenta il Rettore Pier Ugo Calzolari - che testimonia una vicinanza sempre maggiore dell'Università rispetto ai suoi clienti più affezionati".
Destinare la quota del 5 per mille all'Ateneo è semplice: basta apporre la propria firma e indicare il codice fiscale dell’Università (80007010376) sui moduli necessari alla dichiarazione. Ogni informazione utile e maggiori dettagli sulla campagna (studiata e realizzata da Fondazione Alma Mater in collaborazione con l’Amministrazione centrale) sono comunque presenti sul portale Unibo, alla pagina Vademecum 5 per mille.