Per la sua importanza e il suo prestigio il Premio Cartesio è considerato il "Nobel" europeo: è il riconoscimento che l'Unione Europea consegna al migliore scienziato del continente. Tra le sei illustri candidature di quest'anno spicca il nome di Vincenzo Balzani, dal 1973 professore di Chimica all'Università di Bologna.
Balzani ha creato una nanostruttura in grado di trasformare l'energia della luce direttamente in energia chimica, senza disperderla in calore: è una molecola composta di atomi di ossigeno, carbonio, idrogeno e azoto che, in funzione della loro particolare disposizione, hanno la capacità di assorbire l'energia solare e di concentrarla nel centro della molecola. Il principio è lo stesso su cui si basa la vita delle piante, che grazie alla clorofilla assorbono l'energia per scindere l'anidride carbonica dall'ossigeno e per crescere. Ma quali sono le possibili applicazioni? "L'applicazione a cui ambisco - dice Balzani - è quella di sfruttare l'energia raccolta e concentrata dal dendrimero, detto così perché la molecola che abbiamo costruito ha la forma di un albero, per scindere l'idrogeno dall'acqua. C'è grande attesa verso lo sfruttamento dell'idrogeno come combustibile: è inesauribile perché si trova nell'acqua e la sua combustione genera di nuovo acqua e per questo è anche pulito. Ma per scindere l'acqua ci vuole tanta energia e se questa si prende dalle solite fonti è inutile poi usare l'idrogeno".
Le altre applicazioni possibili, però, sono tantissime e imprevedibili: due case farmaceutiche hanno già messo in commercio test diagnostici e mezzi di contrasto per la risonanza magnetica a base di dendrimeri, ma c'è anche chi ipotizza una tintura per pareti a base di dendrimeri che potrebbe dare luce, colore e intensità regolabili. Eppure le applicazioni in questo caso sono secondarie, perché il grande prestigio del Premio Cartesio deriva proprio dall'essere un riconoscimento alla Scienza "pura", a chi lavora per scoprire i segreti dalla natura senza inseguire scopi o progetti definiti, solo per la volontà di sapere qualche cosa di più del complicato e affascinante meccanismo che regola l'Universo. Il professor Vincenzo Balzani ha fatto tutto questo e il 2 dicembre a Praga, patria degli alchimisti, potrebbe essere insignito del premio europeo per le scienze.