Unibo Magazine

Partito a Bologna col supporto di Xing, giovedì 5 maggio, alle 21,15, presso i Laboratori Dms (via Azzo Gardino, 65/a), riapproda in città nella versione conclusiva il progetto coreografico "Dance N° 3" di Cristina Rizzo. La coreografa, danzatrice e performer fiorentina ha lavorato in una prima fase alla scrittura di una partitura coreografica poi passata ad altri tre coreografi per essere letta e interpretata nella forma di tre assoli di cui lei stessa è diventata anche interprete. Lucia Amara, insieme a Cristina Rizzo, ha innescato un lungo e ampio lavoro sulla parola che ha portato a una scrittura a quattro mani, a partire da una pratica di pensiero sul corpo e sulle sue stratificazioni, di cui il gesto non è che l’evento finale. La partitura coreografica scritta in questa fase è composta come una combinatoria di parole che si dispongono in elenco o si incrociano per associazioni trasversali. "Dance N° 3" ha preso avvio nel momento in cui lo score è passato in mano a tre coreografi: Ezster Salamon, Michele Di Stefano, Matteo Levaggi. Ognuno di loro ha trovato una chiave di accesso per entrare nell’universo soggettivo della partitura. Quello che il pubblico vede sono tre assoli interpretati dalla stessa Cristina Rizzo, la cui funzione si definisce proprio nel transitare da un luogo a un altro dell’atto corporeo.

Doppio appuntamento, poi, venerdì 6 maggio. Alle 10,30, ai Laboratori Dms, è in programma l'incontro con Cristina Rizza "Parole del corpo". Partecipano Lucia Amara, Elena Cervellati, Elisa Fontana, Stefano Tomassini e uno spettatore. Un’occasione di scambio tra l’autrice, alcuni studiosi e la platea; un confronto utile per illuminare tratti rilevanti del percorso di questa artista ma anche, più in generale, per riflettere sulle modalità del processo creativo nella danza oggi.

Alle 21,15, invece, sempre presso i Laboratori Dms, è in programma lo spettacolo "Invisible piece": un progetto coreografico dedicato alla creazione di un assolo che prende avvio da una personale ri-traduzione di una coreografia di Michail Fokin, "La morte del cigno" (1906), nella versione danzata da Anna Pavlova nel 1924. Mentre gli spettatori si confrontano con le immagini della Pavlova che scorrono su di un monitor posto sul proscenio, Cristina Rizzo, al centro della scena e di spalle al pubblico, attraverso una traduzione simultanea dell’antica versione attualizza un loop gestuale, un landscape espressivo infinito e precario, in cui tutti i movimenti e le espressioni dei "corpi" improvvisamente tradiscono la partitura iniziale per diventare ambigui e fuori controllo, come per evidenziare la fragilità dei diversi piani interpretativi: finzione/sentimento, reale/irreale, mimetismo/apparizione. "Invisible piece" è una coreografia di allucinazione e profezia che vuole generare un "teatro d’intrattenimento" in perpetuo delirio, nell’azzardo e nel desiderio di spostare i confini del proprium espressivo.

Il progetto Danza 2011 del Centro La Soffitta si completa poi con un workshop condotto da Cristina Rizzo e riservato agli studenti dell’Università di Bologna.

Per entrambi gli spettacoli, la biglietteria apre la sera stessa alle 20 presso i Laboratori Dms. E' possibile acquistare biglietti in prevendita attraverso il circuito vivaticket.it. Per informazioni è disponibile il numero 346-7488548.