L'area del Basso Ferrarese, le East Highlands scozzesi, la regione del North Karelia in Finlandia, la municipalità cretese di Archanes, la regione di Latgale in Lettonia, il distretto di Bruntal in Repubblica Ceca: sei aree rurali remote, esempi di territori che, al di là delle differenze di nazionalità e latitudine, rappresentano zone in cui è possibile avviare o accelerare un forte processo di crescita e sviluppo. E tanti altri sono i territori a loro simili sparsi in tutta Europa.
Si chiuderà ufficialmente il prossimo martedì 26 agosto a Gent, in Belgio, con la conferenza finale "Territory and Rural Development in Six European Countries", il progetto europeo TERA - Territorial aspects of Enterprise development in Remote rural Areas. Il progetto è guidato dal Dipartimento di Scienze Economiche dell'Università di Bologna e coordinato dalla prof.ssa Anna Soci. Assieme all'Italia partecipano il Regno Unito (Università di Aberdeen), la Finlandia (Università di Helsinki), la Grecia (Università di Patrasso), la Lettonia (Istituto di Economia Agraria) e la Repubblica Ceca (Istituto di Ricerca di Economia Agraria).
L'incontro di Gent, che anticipa l'apertura del XII Congresso della European Association of Agricultural Economists, conclude un percorso avviato nel 2005 con il proposito di individuare nuove politiche di intervento per la promozione delle aree rurali remote in Europa. Il cammino del progetto è stato segnato da una serie regolare di incontri per monitorare l'avanzamento dei lavori.
Al primo, ospitato a Rimini, ne sono seguiti altri a Praga (Repubblica Ceca), Joensuu (Finlandia), Archanes (Grecia), Riga (Lettonia), Siviglia (Spagna), Aberdeen (Regno Unito), oltre ad una due giorni a Ferrara sul tema "Sviluppo locale in un prospettiva europea".
Il punto di partenza per gli esperti coinvolti è stata l'individuazione e l'analisi dei principali fattori economici responsabili della nascita e dello sviluppo di attività d'impresa nelle zone rurali periferiche d'Europa. In particolare i lavori hanno evidenziato fattori relativi all'economia del territorio, come la presenza di forza lavoro specializzata, di legami input-output tra le imprese, dello sviluppo delle infrastrutture, e fattori di promozione della crescita quali la condizione del capitale umano e il grado di conoscenze tecniche.
Tutti questi fattori sono poi stati rintracciati nelle politiche e nei programmi, sia locali sia nazionali sia europei, che coinvolgono i territori studiati, e il loro peso calcolato dalle rilevazioni empiriche è stato confrontato con i risultati effettivamente raggiunti dalle politiche stesse. In questo modo il progetto TERA ha potuto formulare nuove proposte di intervento, che affinando le politiche esistenti con i nuovi elementi emersi dall'analisi, possono favorire lo sviluppo delle aree rurali remote in Europa.