Si svolgerà sabato 26 marzo, alle 10, presso l'Auditorium S.Clelia Barbieri della Curia Arcivescovile di Bologna (Via Altabella, 6) e online, il convegno "Patrimonio artistico e religioso nel PNRR" nell'ambito del ciclo partito lo scorso dicembre, a cura del Centro di Studi Avanzati sul Turismo – CAST dell’Università di Bologna.
Le strette tempistiche attuative del PNRR in ambito di riconversione e utilizzo del patrimonio culturale e storico di natura religiosa interconfessionale rendono importante confrontarsi pragmaticamente sulle modalità̀ di accesso ai fondi da parte di tutte le proprietà̀ che hanno caratteristiche di matrice storica e culturale compatibili con gli obiettivi del piano.
Il convegno vuole affrontare con tutti gli attori coinvolti nel processo - Europa, Stato, Regione, Università, proprietari dei beni artistico/religiosi - due punti fondamentali e cioè le modalità di apertura dei luoghi di culto (come renderli accessibili e sicuri), con un focus sugli interventi per la rimozione delle barriere architettoniche e la messa in sicurezza delle strutture religiose/culturali; come valorizzare i luoghi sviluppando e commercializzando servizi turistici in grado di generare verso aree marginali flussi stabili che siano rispettosi della cultura dei diversi contesti e siano in grado di promuovere percorsi di una qualità allineata – se non superiore - alle loro aspettative. Si discuterà come possano entrare in gioco i custodi del patrimonio culturale/storico di natura religiosa per valorizzarlo in modo sostenibile, consci che l’esperienza e la ricchezza dell’offerta turistica sono la chiave per gestire positivamente il complesso rapporto tra turismo e conservazione del patrimonio culturale e artistico.
Gli interventi quali la rimozione delle barriere architettoniche e la messa in sicurezza delle strutture religiose/culturali è importante che si integrino con esperienze e prodotti turistici già esistenti, e per i quali siamo conosciuti in tutto il mondo, superando i campanilismi e integrando l’offerta dei Borghi storici e dei luoghi di culto in una rete regionale, nazionale od anche europea che sia riconoscibile come prodotto turistico e quindi in grado di attrarre un turismo nuovo, consapevole e di qualità.
Oltre ad offrire suggestioni ed esperienze che aiutino a comprendere/individuare “chi fa cosa e come”, tenendo presente che il filo rosso che lega il ragionamento è la proprietà dei beni ma che l’obiettivo sono le riforme, il convegno intende anche promuovere il dialogo interreligioso tra cristiani (di ogni denominazione), ebrei e mussulmani, anche superando le difficoltà legate al fatto che i beni di interesse storico/culturale da preservare/convertire non sono omogenei e che spesso si tratta di beni immateriali.