Sette giorni per porre l’accento su un tema fondamentale per le nostre esistenze che rischia invece, troppo spesso, di essere visto ma non notato. Sette giorni per parlare e soprattutto per rappresentare il lavoro. Nasce a Bologna – e di questo non può che dichiararsi "molto soddisfatto" il sindaco Sergio Cofferati – il Multimedia Labor Festival.
Dal 9 al 15 novembre la città si prepara ad ospitare immagini, come quelle di Ken Loach, con una rassegna di lungometraggi e l’anteprima del suo nuovo film, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, Il vento che accarezza l’erba (il 9 novembre al Cinema Arlecchino), musiche come quelle di Luigi Cinque (l’11 novembre al Link) e Nicola Piovani (il 15 alle 21 al Teatro Manzoni), scenografie, fumetti (Pat Carra a Palazzo d’Accursio) e foto Uliano Lucas (sempre a Palazzo d’Accursio). Non mancherà neppure il teatro con l’happening di Antonio Calbi Teatri del Lavoro (il 13 novembre all'Arena del Sole), il reading Le risorse umane di Ferracuti (il 14 novembre), la storia della sindacalista Maria Gioia (di Ivana Monti) e quella di Tina Modotti, interpretata di Daniela Poggi al Teatro del DMS (il 12 novembre).
Da segnalare anche un’incursione nella Cina, un paese che cambia. Verrannno proiettati documentari per addenstrarsi nel cuore della Cina di oggi, come The Concrete revolution, di Xiaolu Guo, giovane regista e scrittrice che documenta il mutamento frenetico della Pechino dei Giochi Olimpici (sabato 11 novembre, Cinema Lumiere, ore 9.30)
Numerosi infine i dibattiti che accompagneranno le proiezioni (a cui prenderanno parte anche docenti dell’Ateneo) e gli incontri come quello con il ministro per le politiche sociali Paolo Ferrero e il disegnatore Altan.