La punta di soddisfazione di chi studia sui banchi dell’Università di Bologna sembra infatti essere l’organizzazione dei singoli insegnamenti, che significa rispetto degli orari delle lezioni, presenza del professore titolare e sua disponibilità, chiarezza delle modalità di esame, degli scopi e del programma del corso, ecc. Il punteggio complessivo dell’intero ateneo su questa voce è infatti di 7,95 decimi.
All’estremo opposto troviamo invece l’organizzazione del corso di laurea, con un "voto" medio di 5,78. E qui si parla soprattutto di orari delle lezioni, calendario degli esami, ma anche carico di studio complessivo del corso, giudicati scarsamente accettabili.
In mezzo stanno l’interesse e la soddisfazione per le materie di studio, il corso di laurea e la facoltà scelta (7,54); l’adeguatezza di aule, laboratori e attrezzature (7,23); e infine l’attività didattica e di studio (7,00) che abbraccia tra gli altri la chiarezza dell’esposizione a lezione, la capacità dei docenti di stimolare l’interesse per la disciplina, la qualità e reperibilità del materiale didattico, la proporzionalità tra crediti formativi e mole di lavoro, ecc.
Si tratta di un monitoraggio necessario e da migliorare, secondo il Rettore Ivano Dionigi, che ha però richiamato l’attenzione sulla "grande diversità tra situazione e situazione: ci sono facoltà a numero programmato, altre con molti studenti, altre ancora a frequenza obbligatoria. Non tener conto di queste circostanze conduce a confronti grossolani".
I risultati dell’indagine, elaborati dall’Osservatorio statistico dell’ateneo, sono basati su 184mila questionari compilati dagli studenti durante l’anno accademico 2008/2009. Complessivamente le materie sottoposte a giudizio (con almeno 5 schede questionari) sono state quasi il 70 per cento del totale, con differenze sensibili però tra facoltà e facoltà.