La musica? "E’ qualcosa che interroga costantemente l’essere umano, facendolo viaggiare nel profondo di se stesso". Chiamata ad unire, ispirare, confortare, educare, armonizzare. La musica è necessaria, universale. Gli uomini ne hanno bisogno come hanno bisogno di trovare armonia con il creato. Parole e pensieri di Riccardo Muti. In grado di suscitare quella singolare e affascinate sensazione di spaesamento che si prova davanti a chi, attraverso conoscenza e passione, riesce a penetrare la natura delle cose per restituirla poi con semplicità, in modo che chiunque possa coglierla, tanto è diventata, appunto, universale.
Trasmettere agli altri il prezioso bagaglio di incontri accumulati nel corso di una vita, adoperarsi per restituire alla musica il ruolo di riferimento culturale e spirituale e farlo attraverso la spiegazione, lo svelarsi del meccanismo. E’ lo scopo delle lezioni-concerto di Muti (un progetto editoriale dell’Espresso, con cd e dvd), una delle quali il maestro ha deciso di donare, dal vivo, all’Alma Mater. Quell'Alma Mater che, nel 1991 gli aveva tra l'altro conferito la laurea honoris causa in Disciplina delle arti, della musica e dello spettacolo.
Con lui, ad eseguire e commentare la 41 sinfonia di Mozart, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata dallo stesso Muti nel 2004. L’Orchestra, che porta il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo (Beethoven stesso lo considerava il più grande della sua epoca), vuole sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, l’inclinazione ad una visione europea della musica e della cultura. Composta da giovani strumentisti, tutti sotto i trent’anni e provenienti da ogni regione italiana, è essa stessa un singolare terreno di studio e di approfondimento "Dopo un’esperienza improntata alla gioia dell’imparare e scevra dai vizi della routine e della competitività – sottolinea Riccardo Muti –, questi ragazzi porteranno con sé, eticamente e artisticamente, un modo nuovo di essere musicisti".
Dopo il debutto ufficiale al Teatro Municipale di Piacenza nel maggio 2005, la Cherubini, sempre sotto la guida del suo fondatore, ha compiuto in quello stesso anno il primo vero e proprio "stage formativo" nell’ambito di Ravenna Festival dove ogni anno l’orchestra ha la sua residenza estiva. Gli anni successivi si sono caratterizzati per un intenso calendario di appuntamenti in Italia e di tournée internazionali. Nel 2007 il debutto a Salisburgo al Festival di Pentecoste con Il ritorno di Don Calandrino di Cimarosa e l’Oratorio a quattro voci di Scarlatti: prima tappa di un progetto quinquennale che la prestigiosa rassegna austriaca ha avviato con Riccardo Muti per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale del Settecento napoletano e di cui la Cherubini è protagonista in qualità di orchestra in residence.
Nello marzo 2008, il Don Pasquale in forma di concerto diretto da Riccardo Muti nella Sala d’Oro del Musikverein, accolto trionfalmente dal pubblico viennese, ha sancito la maturità artistica raggiunta dalla Cherubini che, un mese dopo, ha ricevuto il prestigioso Premio Abbiati quale miglior iniziativa musicale per "i notevoli risultati che ne hanno fatto un organico di eccellenza riconosciuto in Italia e all’estero".
A conclusione del primo triennio di attività il 2008 ha visto la nascita della ‘nuova’ Cherubini composta dai giovani musicisti selezionati dalla commissione presieduta da Riccardo Muti e costituita dalle prime parti di prestigiose formazioni orchestrali europee.
L'evento, in collaborazione col Ravenna Festival, è stato realizzato con il sotengno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Banca di Imola, Cassa di Risparmio di Ravenna S.pA e Camera di commercio, artigianato e agricoltura di Bologna.
L'attività dell'Orchestra giovanile Cherubini è possibile grazie al sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali.