Unibo Magazine

Per il progetto de La Soffitta 2012 "Il discorso musicale: presentazione di libri insieme agli autori", domani, martedì 3 aprile, alle 15,30, presso Palazzo Marescotti (via Barberia, 4), c'è la presentazione del libro "I suoni delle cose", scritto dal compositore, pianista e saggista Riccardo Piacentini. Con l'autore dilogherà il docente Unibo Maurizio Giani. Piecentini si esibirà anche al pianofonte insieme alla soprano Tiziana Scandaletti.

"I suoni delle cose" racconta in chiave filosofico-musicale il pensiero, o meglio la "poetica", alla base del lavoro di Riccardo Piacentini. L'autore, fin dal 1997, viaggiando per i cinque continenti, raccoglie "foto-suoni", ossia registra i suoni dei più diversi contesti (dal mercato popolare di Tashkent alle strade e metropolitane di mezzo mondo), per poi utilizzarli nelle sue composizioni e per farne oggetto di riflessione attraverso uno scandagliamento sistematico e al tempo stesso creativo della storia del pensiero filosofico dai pre-socratici ad oggi.

Con la complicità del soprano Tiziana Scandaletti, del musicologo e drammaturgo Sandro Cappelletto e del sociologo Marco Revelli, Piacentini indaga le linee guida del pensiero che rende la musica consapevole della sua capacità di accogliere tutti i suoni del quotidiano nel quale viviamo immersi (i "suoni delle cose" appunto) posti legittimamente a fianco, e senza pregiudizi, dei suoni delle più blasonate tradizioni musicali. In tal senso, il libro, arricchito da un DVD che riporta la versione interattiva del testo e cinquantotto estratti di "foto-musica" con la voce proteica di Tiziana Scandaletti, si configura come vera e propria opera prima nel quadro delle attuali pubblicazioni che intersecano musica e filosofia.

Scrive Marco Revelli nella sua legenda introduttiva al libro: "La musica ha da sempre costituito oggetto d’interesse per la filosofia. Da Pitagora e Platone su su, lungo la storia del pensiero, fino ad Adorno e Rorty, i filosofi si sono tradizionalmente occupati della musica per assumerla nel proprio 'ordine del discorso'. Per farne oggetto di pensiero. Meno consueto, anzi decisamente raro, il cammino inverso: che, cioè, un musicista si occupi 'professionalmente' di filosofia, per incorporarla nella propria prassi creativa. Per trasformarla in 'materia musicale'. Il libro è scritto come se fosse uno spartito. Con lo stile e il mestiere del compositore chiamato a porsi 'in situazione' e 'in relazione-con' gli elementi di un contesto, in un punto di osservazione su altri 'paesaggi' – 'paesaggio naturale', 'paesaggio umano', 'paesaggio sociale', 'paesaggio culturale' – titolari, ognuno, di una propria traccia sonora".