Unibo Magazine

Che cosa hanno in comune una stella, un fulmine, un’aurora boreale, la meccanica avanzata e i materiali e una nuova classe di metodologie biomedicali di straordinarie potenzialità? Il quarto stato della materia, poco familiare ai più, detto plasma.

Il plasma è un gas ionizzato e rappresenta il 99% della materia dell’universo "visibile". È il cuore tecnologico di un'articolatissima serie di applicazioni, processi e prodotti, dalla microelettronica, con la sintesi di diamanti ad elevata purezza, al trattamento di rifiuti e materiali di scarto. Ma nel futuro della ricerca sul plasma c’è soprattutto la medicina: è questa la frontiera avanzata della ricerca, di cui si parlerà nel corso della XII conferenza europea High-Tech Plasma Processes - HTPP12, ospitata all’Università di Bologna dal 24 al 29 giugno (Aula Prodi - Complesso di San Giovanni in Monte).

La conferenza biennale, alla quale parteciperanno oltre 160 relatori con più di 200 lavori, è ospitata per la prima volta in Italia e porterà sotto le Due Torri i maggiori esperti mondiali sull’argomento da 39 diversi paesi.

In natura, la materia che costituisce il sole si presenta in forma di plasma, che appare anche in fenomeni come i fulmini e l’aurora boreale. "L’attuale frontiera della ricerca sul plasma confina con il campo biomedicale e comprende la sterilizzazione di strumenti da laboratorio e di ferite infette, l’incremento della coagulazione del sangue, la biocompatibilizzazione di superfici", spiega Vittorio Colombo, professore del Dipartimento di Ingegneria delle costruzioni meccaniche, nucleari, aeronautiche e di metallurgia e co-organizzatore del convegno. "Ma la tecnologia plasma sta sperimentando una crescita esponenziale di produttività scientifica i cui limiti non sono ancora immaginabili: inattivazione selettiva di cellule cancerose, rigenerazione cellulare, trattamento di ferite croniche, applicazioni odontoiatriche e oftalmologiche. Lo straordinario potenziale è legato ai numerosi agenti attivi prodotti e alla loro controllabilità, in grado di caratterizzare la tecnologia con la versatilità necessaria per adattarsi ad applicazioni biologiche".

All’Università di Bologna, la ricerca sul plasma riguarda in particolare - oltre alla nuova frontiera del settore Plasma & Medicine - i processi di taglio e saldatura di materiali metallici e la sintesi di nanoparticelle e nanomateriali, ovvero di materiali piccolissimi che in virtù delle loro dimensioni, hanno caratteristiche diverse da quelle dei loro materiali di partenza, particolarmente adatte a essere utilizzate nel campo cosmetico (creme solari), energetico (pannelli fotovoltaici, batterie ricaricabili), medico (applicazioni terapeutiche e diagnostiche), civile (additivi a malte e cementi) e nell’industria di processo. In particolare, durante il convegno, uno spazio sarà dedicato al confronto con l’industria e l’Unione europea per identificare, quali siano i bisogni a livello industriale in questo settore e illustrare le nuove linee guida per accedere ai finanziamenti europei (80 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020 con il programma Horizon 2020).