L’Università di Bologna ha stanziato, attingendo dal proprio fondo di riserva 2011, quasi 1,5 milioni di euro per retribuire l’attività didattica dei ricercatori a tempo indeterminato entro le 60 ore. Sulla base di una stima effettuata, questo provvedimento - approvato questa mattina dal Consiglio di amministrazione - coinvolgerà circa 1230 ricercatori a tempo indeterminato, che riceveranno un compenso massimo di 1200 euro lordi per ogni insegnamento.
"Un importante risultato – commenta il prorettore alla Ricerca Dario Braga - che dimostra la correttezza dell’idea del ‘tavolo tecnico’ del Rettore e dei Prorettori con i ricercatori. Il ruolo docente dei ricercatori a tempo indeterminato viene così riconosciuto, affermando il principio che l’insegnamento non deve essere ‘volontariato’, ma un compito istituzionale riconosciuto e retribuito. I ricercatori a tempo indeterminato, ora in ruolo ad esaurimento, sono infatti tenuti comunque a svolgere un massimo di 350 ore all’anno di didattica integrativa".
Regolamento per gli assegni di ricerca
La legge 240/10 richiede di modificare il regolamento per l'attribuzione degli assegni di ricerca, per i quali sono previste modalità di accesso e durata diversa dalla normativa precedente. Il nuovo regolamento di Ateneo è improntato alla massima flessibilità consentita dalla normativa, prevedendo sia il regime del rinnovo sia quello della proroga (molto utile per coprire eventuali "gap" tra un contratto di assegno di ricerca ed eventuali posizioni di ricercatore), e prevedendo requisiti di accesso, modalità di selezione, fonti di finanziamento sia su bilancio d'Ateneo sia su fondi esterni, e corrispettivi salariali in funzione delle esigenze dei dipartimenti e dei centri di ricerca interdipartimentali.
Regolamento per i ricercatori a tempo determinato
La legge 240/10 prevede che i ricercatori siano assunti a tempo determinato secondo due modalità distinte: ricercatori junior (che la 240/10 identifica come di "tipo a") per i quali è previsto un contratto triennale rinnovabile una sola volta e per un massimo di due anni e ricercatori senior (di "tipo b") per i quali è previsto un contratto di tre anni non rinnovabile in percorso di "tenure track". Quest’ultimo percorso richiede una copertura finanziaria e la possibilità di assunzione diretta nel ruolo di associato, in caso di superamento dell’idoneità nazionale. Stesso diritto è dato, per i prossimi sei anni, agli attuali ricercatori a tempo indeterminato. I ricercatori senior saranno tenuto a svolgere un corso di insegnamento di 60 ore nell’ambito delle 350 ore di attività didattica prevista dalla 240/10.