Unibo Magazine

Arriva a Bologna la Borsa della Ricerca, seconda edizione dell'inizitiva che fa incontrare idee di ricercha e aziende che cercano l'innovazione. Dopo la tappa inaugurale dello scorso anno a Milano, il progetto promosso da Emblema e Fondazione CRUI si trasferisce nel capoluogo emiliano: a Palazzo Re Enzo, da mercoledì 18 a venerdì 20 maggio. Un programma da 800 appuntamenti, durante i quali 150 gruppi di ricerca di 30 atenei italiani e stranieri e 10 unità tecniche dell'Enea presenteranno i propri lavori ai rappresentanti di 70 imprese. Oltre 700 progetti innovativi per creare un ponte di congiunzione tra ricercatori e aziende.

In campo ci sarà ovviamente anche l'Alma Mater, con i suoi ricercatori e con T3Lab, laboratorio per il trasferimento tecnologico tematico. Il prorettore alla ricerca Dario Braga partecipa nella giornata di apertura (ore 18) alla tavola rotonda "Università, azienda, mercato: quali strumenti, processi e tempi per guadagnare vantaggio competitivo dalle nuove idee. Come dare avvio ad un circolo virtuoso".

Durante la tre giorni sarà presentata DOC, banca dati permanente dei dottori di ricerca che vogliono entrare in contatto con aziende che puntano sul know-how. I ricercatori iscritti sono già 1800. "La Borsa della Ricerca è un progetto permanente", spiega il coordinatore Tommaso Aiello. "Lavoriamo per far incontrare chi fa ricerca con chi nelle imprese fa innovazione. Creando tra le due parti un rapporto diretto, senza alcun tipo di intermediazione".

L'obiettivo comune è fermare la famigerata "fuga dei cervelli" e mantenere all'interno dei confini italiani le menti più brillanti del Paese. "In Italia - commenta l'assessore regionale all'Università e alla ricerca Patrizio Bianchi - ci permettiamo il lusso di esportare i nostri ricercatori. Occorre invece essere capaci di attirare e trattenere gli studenti. Lo ripete spesso il Rettore dell'Università di Bologna, e ha ragione". Un obiettivo a cui anche la CRUI sta lavorando attivamente. Marco Mancini, presidente della Conferenza dei Rettori: "Il dottorato di ricerca non è solo un titolo di formazione per entrare in università. Dobbiamo uscire da questa logica. I dottori di ricerca devono essere in grado di inserirsi anche nel mercato delle imprese. Come CRUI stiamo lavorando a una serie di iniziative che guardano in questa direzione".