Unibo Magazine

Rilocalizzazione produttiva (o “Reshoring”) suscita crescente interesse per i policy maker e gli studiosi, in quanto è considerato uno strumento di sviluppo economico in grado di innescare un circolo virtuoso di attrattività di imprese all’interno del territorio emiliano romagnolo, con impatti importanti sull’aumento di posti di lavoro e sul rafforzamento del tessuto industriale. Per questo, mercoledì 3 Maggio, alle 16, presso la Giesse SpA a Budrio, si terrà il meeting conclusivo del progetto, sviluppato dall’Assessorato alle Attività Produttive, in collaborazione con le Università di Bologna, Ferrara, Modena-Reggio Emilia e Parma.

"Il Fenomeno della rilocalizzazione produttiva (Reshoring) in Emilia Romagna", il titolo del progetto che indaga questo fenomeno di importanza strategica, tanto che la Regione Emilia Romagna ha intrapreso una ricerca in rete con gli Atenei di Bologna, Ferrara, Modena-Reggio Emilia e Parma, allo scopo di progettare azioni integrate, coinvolgendo banche, sindacati e scuole superiori e presentare interventi e strumenti in grado di supportare le imprese nelle decisioni di rilocalizzazione produttiva.

L’indagine sullo stato dell’arte di un fenomeno così complesso e dalle diverse sfaccettature ha visto impegnati Professori e Ricercatori esperti di diverse discipline come Ingegneria Gestionale, Economia Industriale, Management e Sociologia.

“L’integrazione delle competenze e la multidisciplinarietà sono la principale risorsa quando si affronta un problema complesso” - commenta il Prof. Paolo Barbieri, docente di Ingegneria economico-gestionale dell’Università di Bologna. Il fenomeno, infatti, ancora poco conosciuto, alla luce della ricerca si è rivelato sorprendentemente più significativo di quanto si pensasse.

Dalla ricerca, condotta da Uni-CLUB MoRe Back-reshoring (un gruppo di ricerca interuniversitario che si occupa di monitorare il fenomeno di reshoring, cui afferiscono anche gli atenei di Bologna e Modena-Reggio Emilia), è emerso che negli ultimi anni l’Emilia Romagna ha registrato 21 decisioni di reshoring, che rappresentano il 17,4% dei casi registrati in tutta Italia, posizionandosi al secondo posto tra le regioni italiane, seconda solo al Veneto.

Tra le aziende emiliane che hanno già effettuato una decisione di Reshoring, Argo Tractors, Beghelli, Giesse e Wayel sono state oggetto della ricerca, e grazie alla loro disponibilità nel fornire informazioni e dati, hanno permesso di ripercorrere il processo che li ha condotti a riportare le attività produttive in Italia. La testimonianza di queste aziende sarà utile per dare al territorio indicazioni su come incentivare queste scelte.

Il progetto promosso dalla Regione ha coinvolto, inoltre, diversi stakeholder del territorio nella co-progettazione di tali azioni e policy di territorio con un workshop organizzato nel mese di Novembre. In tale circostanza sono stati organizzati tavoli di concertazione in cui Sindaci del territorio, Dirigenti d’azienda e Presidi, Banche e Sindacati hanno suggerito proposte su cui costruire policy a livello regionale, che possano favorire il processo di rientro degli investimenti produttivi in Emilia Romagna.